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La salute degli adulti?
Nasce da bambini.
Grazie alla prevenzione.

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Prendersi cura della salute fin dall’infanzia significa costruire, passo dopo passo, il benessere degli adulti di domani. Dai vaccini ai corretti stili di vita, la prevenzione accompagna bambini e famiglie nelle scelte quotidiane che possono fare la differenza nel tempo.
Perché è proprio nei primi anni di vita che si pongono le basi della salute futura: dal sistema immunitario al metabolismo, dal rapporto con il cibo al movimento, fino al sonno e all’equilibrio quotidiano.
La prevenzione pediatrica non riguarda solo il presente, ma è un vero e proprio investimento concreto sul futuro


La salute degli adulti?
Nasce da bambini.
Grazie alla prevenzione.

di Carla Massi
Giornalista medico-scientifico

Tra la fine del 700 e l'inizio dell'800, il vaiolo in Europa cresceva con una velocità allarmante. Tra i malati, 1 persona su 6 moriva. Durante le diverse epidemie, i medici si accorsero che gli allevatori di bovini e di cavalli non contraevano la malattia o la contraevano in forma diversa, meno virulenta.

Si trattava di un vaiolo differente da quello che colpiva l'uomo, come intuì nel 1796 Edward Jenner, medico e naturalista inglese. Individuò la forma umana, quella dei mungitori e delle mucche e anche quella dei cavalli.

Da qui, l'idea che l'inoculazione del vaiolo bovino potesse proteggere la popolazione. Scelse un bambino di 9 anni, figlio del suo giardiniere, per la sperimentazione: somministrò il vaiolo bovino al piccolo. Dopo la guarigione, il bambino fu esposto al virus dell'uomo, dimostrando poi di essere diventato immune.

Nacque così, nei primi anni dell'800, il vaccino contro il vaiolo.Nel 1888 la protezione antivaiolosa fu resa obbligatoria per tutti i nuovi nati.

Il termine vaccino deriva proprio da «variolae vaccinae», messo a punto dal dottor Jenner. Inizialmente, il termine “vaccino” fu riservato solo al vaiolo. Nel 1881 il chimico e microbiologo Louis Pasteur propose di onorare la scoperta del medico inglese utilizzando il termine anche per tutte le nuove somministrazioni contro le infezioni.

Nel 1880 si iniziò a lavorare sulla protezione dalla difterite; negli anni 20, grazie agli studi del medico tedesco Emil von Behring (poi Premio Nobel), sul siero contro il tetano.

Nella prima metà del 900, l'Europa e poi gli Stati Uniti registrarono drammatiche epidemie di poliomielite causata da poliovirus.

Scesero in campo 2 grandi scienziati americani seguendo strade diverse. Jonas Salk presentò il suo vaccino nel '55 e 2 anni dopo Albert Sabin ne sviluppò un altro, che fu poi scelto su scala mondiale nel 1963. Questi i primi protagonisti della storia delle vaccinazioni.

A seguire i vaccini contro la rosolia, il morbillo, lo pneumococco, la pertosse, la parotite, il virus respiratorio sinciziale, la meningite, l'influenza, il COVID, che insegnano al sistema immunitario a riconoscere potenziali minacce e  preparare le difese necessarie per affrontarle in caso di attacco.

La cronologia delle ricerche ci insegna che, in più casi, è stata l'emergenza epidemica – la stessa che abbiamo vissuto con la pandemia da SARS-CoV-2 – a sollecitare la messa a punto di un'arma efficace. Nel XIX secolo quasi 1 bambino su 3, prima dei 5 anni, moriva a causa di malattie infettive. Oggi l'incidenza è ridotta a meno di 1 ogni 500: e questo grazie soprattutto all'introduzione dell'immunizzazione globale.


Vaccini: una protezione da non dare per scontata...


Nel nostro Paese sono obbligatorie e gratuite 10 vaccinazioni per i minori da 0 a 16 anni.

I numeri ci rimandano a un'Italia che, in quanto a vaccinazioni, mostra importanti differenze tra una Regione e l’altra.

Solo per parlare della vaccinazione antimorbillo, la copertura a 24 mesi mostra una diversità dall'87,98% della Sicilia al 98,11% del Molise. (Al 31 dicembre 2024, ultimi dati pubblicati). Anche l'Alto Adige, secondo il Rapporto del Ministero della Salute, segna valori da fanalino di coda: per l'esavalente si attesta all'87,11%, contro una media nazionale del 95,45%. Le Regioni che superano il 95% sono 10, mentre 1 sola riporta una percentuale di vaccinati inferiore al 90%.

Grazie alle vaccinazioni l'Europa – conferma l'Oms – «è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002, e dal 2000 al 2004 i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%. Tuttavia ci sono segnali di allarme: come conseguenza del calo delle coperture vaccinali, nel 2024, sono stati registrati, in Europa, 298mila casi di pertosse e oltre 127mila di morbillo».

Con dati ovviamente diversi, la situazione è sovrapponibile a quella dell'Italia.
«Da noi non si registrano casi di polio, difterite o rosolia grazie alla copertura vaccinale», commenta Anna Teresa Palamara, a capo del dipartimento Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. «Copertura che, però, deve essere mantenuta per non perdere i risultati ottenuti».

...e da rafforzare con buone abitudini

Con il passare degli anni, il concetto di prevenzione nei bambini, oltre ai vaccini, ha allargato il campo d'azione. Non più solo lotta alle infezioni, ma anche promozione di corretti stili di vita. Fin dalla più tenera età: alimentazione, attività sportiva, riposo, vita all'aria aperta. Proprio per evitare che, nei più piccoli, inizino a crescere le radici delle future malattie croniche. Perché, ormai è chiaro, la salute degli adulti si costruisce dall’infanzia.

Nasce da questo ampliamento di rotta il progetto Promozione della salute nei primi giorni di vita del bambino, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità. 

Nelle università, per esempio, sono stati istituiti master per, come indica la Sapienza di Roma, «fornire basi teoriche e cliniche per la formazione di professionisti in grado di affrontare le problematiche dello sviluppo e cura di madre-bambino-padre a partire dal pre-concepimento, concepimento, gravidanza e primi due anni di vita».

Subito dopo la nascita, qual è la prima scelta di prevenzione? L'allattamento al seno. 

«Sicuramente è il miglior alimento possibile per i neonati», fa sapere Massimo Agosti, Presidente della Società Italiana di Neonatologia. «Parliamo di un cibo unico, inimitabile, comodo e vantaggioso. Ai più piccoli porta benefici in termini di protezione a breve termine verso le infezioni e le allergie, ma anche a lungo termine perché ha un effetto protettivo nei confronti di sovrappeso, obesità, ipertensione e diabete nell'adulto. Ma allattare a lungo protegge anche la mamma nei confronti del tumore al seno e alle ovaie. Insomma, è un vero voucher di salute, un nutriente perfetto».

La prevenzione pediatrica, è ormai argomento accertato, è il miglior investimento per il futuro. Sia familiare che dello Stato. Proteggere lo sviluppo psico-fisico del bambino evita soprattutto cure costose per patologie di domani. I controlli periodici dal pediatra di libera scelta, coperti dal servizio sanitario, sono lo strumento migliore.

La prevenzione inizia dall'infanzia. In questi anni si formano i comportamenti, si consolidano gli stili di vita, si pongono le basi biologiche della salute adulta. Ma, purtroppo, i segnali che vediamo non ci rassicurano.

Come si valuta la sostenibilità di una strategia di prevenzione?


La prevenzione, oltre a generare benefici per la salute delle persone, può contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: intervenire prima che una patologia si manifesti o progredisca significa favorire un uso più efficiente delle risorse disponibili.



Video-approfondimento di Federico Spandonaro, Professore aggregato Università degli studi di Roma Tor Vergata, Fondatore e Presidente del Comitato Scientifico C.R.E.A. Sanità.

Dal sovrappeso all’ipertensione: i principali rischi da prevenire

Una «pandemia globale» viene definita oggi l'obesità dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Una delle più grandi sfide di sanità pubblica del XXI secolo. E non solo per gli adulti.

In Italia è un'autentica emergenza: 20% dei bambini è sovrappeso, di questi il 9,8% può essere definito obeso e il 2,9% è affetto da obesità grave. Da ricordare che il 70% dei bambini con questa patologia resta nella stessa condizione anche da adulto, con un rischio maggiore di patologie croniche. Cardiovascolari, metaboliche, tumorali. Con importanti ripercussioni psicologiche e psichiatriche.

Durante l'infanzia e l'adolescenza, il corpo sviluppa e aumenta il numero di cellule adipose come risposta a una eccessiva assunzione di calorie. Negli adulti, l'aumento di peso è causato principalmente dall'ingrossamento di queste cellule, ma chi è stato obeso da bambino possiede un numero maggiore di cellule adipose di base, rendendo più facile riprendere peso.

Inoltre, essere obesi sia da bambini che da adulti aumenta significativamente il rischio di sviluppare malattie croniche e sindrome metabolica rispetto a chi è diventato obeso da grande. Il Ministero della Salute raccomanda di non considerare l'obesità infantile come un disturbo passeggero e sottolinea che prevenire tempestivamente può prevenire le conseguenze a lungo termine.

L'ipertensione, per esempio, colpisce circa il 3-4% dei bambini e adolescenti in buona salute. Tuttavia, questa percentuale sale drasticamente al 25% in quelli in sovrappeso o obesità.

Il problema del grasso viscerale non sembra riguardare solo gli adulti. Anche i più piccoli dimostrano di avere livelli elevati di colesterolo e trigliceridi, con il rischio di presentare un invecchiamento delle arterie ancora prima di diventare maggiorenni.

La Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare ha focalizzato in 250mila i bambini con eccesso di grassi nel sangue e, fra questi, oltre 100mila soffrono di iperlipidemie familiari.

Vi è una forte correlazione, infatti, tra eccesso di peso e pressione elevata: un bambino sovrappeso ha la probabilità più che doppia di essere iperteso rispetto a un coetaneo di peso normale. Questo rapporto aumenta fino a oltre 6 volte negli obesi.

Diversi studi hanno, inoltre, dimostrato che alcuni videogiochi aumentano la frequenza cardiaca, la pressione, l'attività simpatica, lo stress mentale.
Inoltre, una durata ridotta del sonno è significativamente associata a un rischio aumentato di ipertensione. Viene descritta un'associazione tra sonno in età pediatrica e obesità.

Un capitolo anche per il passatempo più diffuso. Gli effetti stimolanti dei videogiochi sollevano interrogativi sul potenziale impatto sulla salute del cuore di chi li utilizza per molto tempo.


Allargare lo sguardo. I “nemici del cuore” dei bambini

Ecco perché il campo della prevenzione si è allargato oltre le vaccinazioni. Includendo quelle patologie che, fino a non molto tempo fa, erano prerogative dei nonni e non certo dei nipoti.

Nasce da questa esigenza di base, sorprendente e preoccupante, la Guida sulla prevenzione cardiovascolare, nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti promossa dalla Società Italiana di Pediatria. Dai primi 1000 giorni. Agli specialisti vengono date indicazioni pratiche aggiornate su obesità, ipertensione, dislipidemie, diabete, alimentazione, attività fisica, sonno, uso degli schermi, fumo, alcol e impatto dell'ambiente sulla salute cardiovascolare.

I genitori che seguono una dieta varia ed equilibrata proteggono i figli, ricordano i pediatri nella Guida, «dallo sviluppo di atteggiamenti sbagliati sul cibo come ripetitività, selettività, schizzinosità o eccessiva golosità». «Perché investire in età pediatrica», ricorda il Presidente della Società Italiana di Pediatria Rino Agostiniani «significa proteggere la salute degli adulti di domani. Appare necessario un cambiamento culturale che coinvolge famiglie, scuola, sistema sanitario e decisori politici».

10, dunque, i nemici del cuore dei bambini-adolescenti di oggi da non dimenticare: obesità, pressione alta, colesterolo alto, insulino-resistenza e diabete di tipo 2, bevande zuccherate, fumo e alcol, cibi ultraprocessati, schermi e sedentarietà, poco sonno, inquinamento.

Le “6 A” per crescere bene e vivere meglio e più a lungo.

6 azioni fondamentali da seguire fin dall’infanzia per vivere in salute l'età adulta. 



Video-approfondimento di Gino Agostiniani, Presidente di SIP - Società Italiana di Pediatria.

Bibliografia

1. Jabbour S, Fouhey D, Shepard S, et al. Measuring the Impact of AI in the Diagnosis of Hospitalized Patients: A Randomized Clinical Vignette Survey Study. JAMA. 2023;330(23):2275–2284.doi:10.1001/jama.2023.22295 

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3. Li Z, Zhang X, Ding L, Jing J, Gu HQ, Jiang Y, Meng X, Du C, Wang C, Wang M, Xu M, Zhang Y, Hu M, Li H, Gong X, Dong K, Zhao X, Wang Y, Liu L, Xian Y, Peterson E, Fonarow GC, Schwamm LH, Wang Y. Rationale and design of the GOLDEN BRIDGE II: a cluster-randomised multifaceted intervention trial of an artificial intelligence-based cerebrovascular disease clinical decision support system to improve stroke outcomes and care quality in China. Stroke Vasc Neurol. 2024 Feb 2:svn-2023-002411. doi: 10.1136/svn-2023-002411. Epub ahead of print. PMID: 37699726. 

4. Machine learning-based prediction of adverse events following an acute coronary syndrome (PRAISE): a modelling study of pooled datasets, D'Ascenzo, Fabrizio Piroli, Francesco et al, The Lancet, Volume 397, Issue 10270, 199 - 207

5. https://www.precedenceresearch.com/artificial-intelligence-in-cardiology-market

6. https://www.escardio.org/The-ESC/Press-Office/Press-releases/Price-tag-on-cardiovascular-disease-in-Europe-higher-than-entire-EU-budget 
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