Malattia di Lyme: quando una zecca lascia il segno
Maggio 2026
Una lesione cutanea eritematosa inizialmente localizzata, che tende ad espandersi, spesso assumendo una forma anulare o a bersaglio, con il centro più chiaro rispetto alla periferia1. Questo eritema migrante è spesso il primo segnale della malattia di Lyme: un’infezione causata da un batterio del genere Borrelia e trasmessa dalle zecche Ixodes, o “zecche dei boschi”.2
Se non trattata per tempo la malattia di Lyme può avere un decorso persistente e diventare potenzialmente invalidante, ma riconoscerla non è sempre semplice: il morso della zecca può passare inosservato, i sintomi sono aspecifici e possono comparire anche a distanza di settimane o mesi.3
A complicare il quadro è il cambiamento climatico: temperature più elevate ed estati più lunghe favoriscono la sopravvivenza delle zecche, e contribuiscono alla loro proliferazione in nuove aree geografiche.4 L’Istituto Superiore di Sanità ha messo a punto alcune raccomandazioni utili a ridurre il rischio durante e dopo le attività all’aperto.
Pochi parassiti sanno passare inosservati come le zecche. Piccole, silenziose, difficili da vedere, possono entrare in contatto con l’uomo anche durante attività comuni all’aperto: una mattinata di trekking, una passeggiata nell’erba alta, ma per esporsi al loro morso può essere sufficiente anche portare fuori il cane o trascorrere un po’ di tempo in giardino. Il rischio non riguarda tanto il morso in sé, spesso indolore, ma la possibilità che alcune specie trasmettano infezioni.
Tra le infezioni più pericolose c’è la malattia di Lyme causata dal batterio del genere Borrelia, la cui incidenza è in aumento negli ultimi 10 anni.5 Una crescita legata all’ampliamento della distribuzione geografica delle “responsabili”: le zecche Ixodes.
Quando una zecca Ixodes infetta morde una persona può trasmettere il batterio responsabile di questa patologia, che se non trattata con tempestività può diventare potenzialmente invalidante.3
Diagnosticarla, però, non è semplice. Non solo perché il morso della zecca può passare inosservato, ma anche perché i segni e sintomi possono variare molto. Inoltre, non sempre compaiono subito: in alcuni casi si manifestano a distanza di settimane o mesi, rendendo più difficile ricollegarli al morso.6
Quali sono segni e sintomi della malattia di Lyme?
Il primo segnale è spesso l’eritema migrante1: una lesione cutanea rossa che aumenta di dimensioni. Spesso può avere un’area centrale più chiara, assumendo l’aspetto caratteristico “a bersaglio” che può facilitare il riconoscimento.
Nelle settimane o nei mesi successivi possono comparire altri sintomi3 che includono:
In casi più rari, possono essere coinvolti anche altri organi, con manifestazioni a carico del cuore o degli occhi.7 Alcuni di questi sintomi, come confusione, dolore e stanchezza, possono persistere anche dopo la fine dei trattamenti: il recupero completo può richiedere diversi mesi.8
Conoscere segni e sintomi della malattia permette di intervenire subito prima che diventi pericolosa.7 Per questo, in presenza di segnali sospetti dopo attività all’aperto, è molto importante rivolgersi tempestivamente al medico.9
Il ruolo del cambiamento climatico
Le zecche Ixodes prediligono ambienti caldi e umidi. Le temperature più alte, conseguenza del cambiamento climatico10 favoriscono la loro sopravvivenza e diffusione anche in aree prima troppo fredde. Per questo, negli ultimi anni, le zecche sono state osservate sempre più a nord, ad altitudini maggiori.11
L’aumento delle temperature non modifica solo le zone in cui le zecche vivono e si riproducono, ma anche la distribuzione geografica delle specie ospiti, come roditori, uccelli e cervi: “in groppa” a questi animali le zecche raggiungono nuovi luoghi e contribuiscono a propagare patologie come la malattia di Lyme.2
Come proteggersi? I consigli dell’Istituto Superiore di Sanità
La malattia di Lyme è particolarmente diffusa nel nord Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni più colpite sono il Friuli-Venezia Giulia, la Liguria, il Veneto, l’Emilia-Romagna, il Trentino-Alto Adige.12 Più rare le segnalazioni nelle aree centro-meridionali e nelle isole, anche se studi recenti hanno evidenziato la presenza dei batteri anche in queste zone.13
È importante ricordare che avere avuto la malattia di Lyme non protegge dal contrarla di nuovo.14 Sebbene siano in corso programmi di ricerca e sviluppo, al momento non disponiamo ancora di vaccini contro la patologia.12
L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda una serie di buone abitudini per contribuire a proteggersi.15 In particolare, attenersi a precauzioni nel caso di attività nella natura, come gite o escursioni.
Prima di uscire: spruzzare un repellente adatto, per sé e per i propri animali. Vestirsi con indumenti di colore chiaro, lunghi e coprenti, infilando i pantaloni nei calzini per non scoprire la caviglia.15
Al rientro: ispezionare attentamente i vestiti e il corpo, per rimuovere eventuali zecche il prima possibile. Non bisogna dimenticare che questi parassiti possono prendere di mira aree poco visibili, come l’attaccatura dei capelli, il collo, il retro delle orecchie, la parte posteriore delle ginocchia, l’inguine e le ascelle.15
Rimuovere l’ospite indesiderato riduce la probabilità di contrarre non solo la malattia di Lyme, ma anche molte altre patologie trasmesse dalle zecche.15
L’Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione indicazioni pratiche su come rimuovere correttamente una zecca dalla pelle e ridurre il rischio di complicanze.
Bibliografia