“Segnalatori attendibili” per contrastare le fake news sulla salute. La proposta di Pfizer
Agosto 2025
Fonti inattendibili, bufale, fake news: la cattiva informazione è un virus. Quando riguardano la salute, le notizie false o distorte non si limitano a ingannare - mettono a rischio la vita di tutti i cittadini. Come contrastare una deriva così pericolosa? La possibile risposta arriva dai ‘trusted flagger’, figure speciali accreditate dall’Unione Europea per facilitare la rimozione dei contenuti illegali online. Questi segnalatori esperti e qualificati potrebbero rivelarsi efficaci anche in ambito health. In particolare, società scientifiche ed enti istituzionali della salute possono diventare attori chiave del nuovo sistema, fornendo alle piattaforme digitali un presidio autorevole, competente e tempestivo contro la disinformazione.
Il recente editoriale pubblicato su Lancet con il titolo Health in the age of disinformation1 ha sollecitato un ampio dibattito nel mondo e anche in Italia, affermando che la disinformazione in ambito medico-scientifico ha impatti negativi sulla salute pubblica.
«La disinformazione e la misinformazione non possono più essere considerate semplicemente un fastidio accademico, ma piuttosto una minaccia per la società. Solo se riconosciamo questa minaccia e agiamo in modo proporzionato possiamo rispondere al pericolo e combattere la marea di disinformazione e misinformazione che ha il potenziale di minare seriamente la salute pubblica», si legge nell’articolo di AboutPharma dal titolo Fake news: un fenomeno in crescita, ma che si può contrastare (anche in ambito scientifico).
I trusted flagger per contrastare le informazioni illegali
Il Digital Services Act (DSA) ha introdotto da circa un anno i cosiddetti trusted flagger (i segnalatori attendibili), ovvero soggetti qualificati che segnalano contenuti illegali alle piattaforme online con una corsia preferenziale per la loro rimozione.
La qualifica “segnalatore attendibile” si riferisce a un individuo o entità che si ritiene abbia esperienza nella attività di segnalazione. Le piattaforme online e in generale gli intermediari dei servizi internet hanno coinvolto molti di questi segnalatori attendibili per contrastare l’incitamento all’odio e i contenuti lesivi sulle loro piattaforme, dando priorità alle loro notifiche rispetto alle segnalazioni degli altri utenti.
L’Unione Europea istituzionalizza il ruolo con i “segnalatori di fiducia” per rafforzare la moderazione online, e affida alle authority nazionali il compito di designare i trusted flagger.
In Italia la designazione è in capo ad Agcom, che analizza le candidature e nomina gli enti. Negli Stati Uniti, invece, l’approccio è differente: proprio a inizio 2025 Mark Zuckerberg ha annunciato ufficialmente la fine della collaborazione con i fact-checker su Facebook e Instagram, rimpiazzandoli con le “note di comunità” in stile X/Twitter.
Zuckerberg ha giustificato la svolta definendo i fact-checker «troppo politicizzati» e sostenendo la necessità di dare più spazio alla libertà di espressione, pur ammettendo il rischio di maggiore disinformazione. Meta per ora limita questa novità agli Stati Uniti: tuttavia molti la considerano un passo indietro nella lotta alla circolazione di notizie false.
Come suggerisce su Ferpi Lorenzo Canu, ricercatore laureando presso l’Università di Amsterdam, che sta svolgendo una tesi proprio sul tema: «L’approccio di Meta e quello europeo incarnano due modelli molto diversi di governance dei contenuti. Quello statunitense affida il controllo alla comunità degli utenti, riducendo al minimo l’intervento della piattaforma in nome di una libertà di espressione quasi illimitata; quello europeo, definito dal DSA, enfatizza invece la responsabilità condivisa, con obblighi per le piattaforme e la collaborazione di enti qualificati (come i trusted flagger) per rimuovere attivamente i contenuti illegali o falsi. Questi approcci rispecchiano filosofie distanti, espressione di visioni culturali differenti sul ruolo della tecnologia e dei regolatori nel tutelare il dibattito pubblico».
La situazione attuale in Italia
La prima designazione di trusted flagger è stata assegnata in Italia ad Argo Business Solutions, un’azienda specializzata in servizi di sicurezza digitale, riconosciuta per la sua competenza nella lotta contro le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e le frodi online, seguito poi da un altro soggetto con simili competenze, Barzanò & Zanardo S.p.A.
Altri enti sono in fase di accreditamento: per potersi candidare è necessario compilare un modulo che è pubblicato sulla pagina dedicata del sito di Agcom e sottoporsi alle verifiche dell’Autorità.
Trusted flagger al servizio della salute pubblica? Una proposta
La proposta che ci sentiamo di lanciare riguarda il coinvolgimento di soggetti credibili e competenti per contrastare la diffusione di contenuti falsi e lesivi in ambito medico-scientifico.
Per impedire la diffusione di contenuti palesemente falsi e oggettivamente dannosi in ambito salute, avrebbe senso che tra i trusted flagger potessero essere protagonisti soggetti quali le Società scientifiche da un lato e gli enti istituzionali di ambito sanitario dall’altro.
La diretta partecipazione di soggetti competenti e riconosciuti potrebbe offrire una fonte autorevole nel contrasto alla disinformazione e alle fake news in ambito sanitario.
Il coinvolgimento di fact-checker e debunker
Un coinvolgimento di questo tipo integrerebbe la preziosa attività già svolta da fact-checker e debunker in un alveo istituzionale, come quello disegnato dal DSA, con un peso oggettivamente rilevante, un ruolo riconosciuto dalla comunità medico-scientifica e giornalistica, peraltro scollegato da interessi di parte.
Non c’è dubbio, infatti, che le società scientifiche e/o gli enti istituzionali della sanità, oltre ad avere la credibilità e l’autorevolezza necessarie, detengano le conoscenze e le capacità adeguate a smascherare la disinformazione nelle varie aree terapeutiche.
Si tratterebbe certamente di una presa in carico impegnativa e da non sottovalutare in termini di risorse da impiegare, ma che potrebbe indirettamente evitare impatti dannosi sulla cittadinanza con un evidente beneficio di salute pubblica ed un ritorno rilevante in termini economici e sociali.
Sono ancora tante le pseudo-cure e altre informazioni false che, una volta messe in circolazione e riprese dai media, purtroppo colpiscono la salute delle persone più fragili socialmente, culturalmente e, spesso, psicologicamente.
Trusted flagger credibili in ambito salute potrebbero garantire una fonte autorevole e referenziata ai produttori dell’informazione e alle piattaforme digitali.
Barbara Capaccetti, Vice-President Medical Affairs Pfizer Italia
Biagio Oppi, Director External Communications Pfizer Italia
1The Lancet, Volume 405, Issue 10474, January 18, 2025
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