Pfizer sempre più verde e sostenibile

Sono passati pochi giorni dall'Earth Day, giornata in cui si celebra il rispetto per l'ambiente e la salute del pianeta, e anche Pfizer festeggia i successi ottenuti attraverso i programmi di sostenibilità ambientale. A parlarne questi giorni è stato Paul Anastas dell'Università di Yale, co-autore dei "Dodici Principi della Green Chemistry" che si basano sul concetto di sostenibilità ecologica.

Dal 2001 Paul Anastas segue il programma Green Chemistry, il progetto ambizioso di fare di Pfizer un'azienda "verde". Un programma lanciato nel primo centro di Ricerca e Sviluppo di Pfizer, quello di Groton, in Connecticut, e che si è espanso a macchia d'olio nelle sedi di tutto il mondo, dai laboratori di ricerca statunitensi fino agli stabilimenti produttivi italiani.

Anche in precedenza Pfizer si è impegnata nel promuovere la sostenibilità ambientale e un esempio celebre è quello sulla produzione del Viagra. Prima che il farmaco andasse in commercio, nel 1998, un team specializzato ha riesaminato e riorganizzato ogni fase di sintesi dello stabilimento dove veniva prodotto, a Sandwich, nel Regno Unito: sono stati sostituiti i solventi clorurati con altri meno tossici, sono stati introdotti processi per il loro recupero e riutilizzo, e infine è stato eliminato un reagente che durante le reazioni emetteva monossido di carbonio. Lo stesso metodo è stato poi introdotto per la produzione di altri tre farmaci e ha così permesso di evitare la formazione di circa un milione di tonnellate di rifiuti chimici.

Ora, l'idea innovativa del team di chimici di Groton è quella di utilizzare metalli non preziosi come ferro, rame e nickel, al posto di palladio e platino per le reazioni di catalisi chimica necessarie alla produzione degli ingredienti farmaceutici attivi (API). Questo sistema permette di ridurre notevolmente le emissioni di anidride carbonica (da 10.223 kg CO2 a 1,5 kg), di diminuire il consumo di acqua (da 508 mila litri per Kg di metallo a 16-23 litri) e di risparmiare energia per le reazioni di catalisi dei metalli, che ora possono essere condotte a temperatura ambiente anzichè a 70C°. Ma non solo.

Oltre a produrre farmaci più sicuri i nuovi processi di chimica verde ed ecosostenibile introdotti in Pfizer abbattono i costi di produzione, e secondo il rapporto dell'istituto di ricerca internazionale Navigant Research potranno essere risparmiati ben 65,5 miliardi di dollari alle industrie se nei prossimi cinque anni il metodo sperimentato a Groton verrà adottato a livello planetario.