Premio "Fumo, Salute e Sanità" 2010

Roma, 31 maggio 2011 - Il Centro Antifumo del Policlinico di Modena e quello dell'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma sono i vincitori della seconda edizione del Premio "Fumo, Salute e Sanità", istituito dall'Osservatorio Sanità e Salute, presieduto dal Sen. Cesare Cursi, in collaborazione con l'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OSSFAD) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), per promuovere le buone pratiche cliniche all'interno dei centri antifumo. Obiettivo del premio - consegnato oggi in occasione del - World No Tobacco Day presso l'ISS - è, infatti, quello di offrire un contributo per favorire il proseguimento delle attività dei Centri impegnati nella lotta al tabagismo, già operanti sul territorio nazionale, che hanno ottenuto i migliori risultati nella riduzione del numero dei fumatori.

Il Centro Antifumo del Policlinico di Modena si è distino per essersi focalizzato su un target di pazienti cardiopatici e tabagisti in cura presso l'UO di Cardiologia, ricoverati per eventi ischemici cardiaci acuti. Sono stati proposti due diversi tipi di intervento: il primo strutturato con un programma di counseling individuale e di gruppo, associato a terapia farmacologica (NRT, Bupropione, Vareniclina), mentre il secondo si è basato esclusivamente sulla terapia psicologica. Già nel biennio 2008-2009 il Centro ha ottenuto importanti risultati, facendo registrare un calo del 25,9 % tra i fumatori trattati con terapia farmacologica più terapia psicologia individuale, che ha raggiunto il 46,3 per cento tra quelli trattati con farmaci e terapia di gruppo.

Il riconoscimento è inoltre, stato assegnato, al Centro Antifumo del San Camillo-Forlanini per l'innovatività del progetto presentato, che ha previsto l'affiancamento di uno psicologo durante la visita medica di routine. Ciò ha permesso di ottenere il mantenimento della terapia farmacologia grazie al supporto psicologico individuale e di gruppo. Si è, infatti, riscontrato un aumento del numero delle persone che hanno smesso di fumare e una riduzione degli abbandoni della terapia, con una contemporanea diminuzione dei tempi di trattamento.  Su oltre 160 pazienti coinvolti, si è registrata una riduzione dell'abitudine al fumo nel 41 per cento, rispetto al 21 per cento del trattamento standard. Inoltre, i tempi di attesa in ambulatorio sono stati sfruttati per un programma di terapia psicologica collettiva a sostegno del percorso individuale.

Progetti come quelli presentati all'ISS costituiscono un esempio concreto di come si possa contribuire alla riduzione della popolazione dei fumatori in Italia, a oggi costituita da undici milioni di persone (5,9 milioni uomini, e 5,2 milioni donne). I medici di medicina generale, gli specialisti, gli operatori sanitari possono insieme concorrere a ridurre il numero dei dipendenti da sigaretta e abbassare il conseguente indice di mortalità, nonchè i costi economici associati a questa abitudine pericolosa per se stessi e per chi vive accanto a chi fuma. Basti pensare che una riduzione del 50% porterebbe ad evitare dai 20 ai 30 milioni di morti premature entro il 2025 e circa 150 milioni entro il 2050 in tutto il mondo.

Il premio è reso possibile grazie al contributo non condizionato di Pfizer.

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