Ictus: un aiuto dalle tecnologie innovative

Regione Lombardia e Pfizer sostengono un nuovo progetto rivolto al paziente con ictus nell'ambito della partnership Virgilio

Per la prima volta verrà utilizzato un software che consentirà di confrontare le diverse modalità di erogazione della cura, quantificare le differenze fra le Unità Operative e correlare approccio, risultato di salute e costo

Milano, 16 novembre 2009 - In Lombardia ogni anno circa 20.000 persone sono colpite da ictus. Circa il 20% dei pazienti ricoverati muore nel primo mese; il 50% dipenderà da altri per molti aspetti della vita quotidiana mentre un quarto avrà gravi problemi di deambulazione. Un quinto avrà problemi di comunicazione. Si calcola che nei prossimi dieci anni l'incidenza dell'ictus aumenterà significativamente.
Opinione condivisa degli esperti è che diagnosi e intervento precoce migliorano l'esito dell'evento e la qualità di vita del paziente. Per definire un percorso comune, efficiente ed efficace, Regione Lombardia e Pfizer sosterranno il progetto dal titolo: "Indicatori di processo e di esito nel percorso di cura dell'ictus nelle Stroke Unit Regionali: applicazione di tecniche di process mining nel registro SUN Lombardia", che viene presentato oggi nell'ambito  del convegno "Il contributo del privato nell'attuazione del piano socio sanitario regionale" (presso Palazzo Pirelli, dalle ore 9.00 alle 16.30).
L'ottimizzazione dei processi di gestione del paziente con ictus può ridurre la durata dell'ospedalizzazione da 12 a 7 giorni, riducendo dal 31 al 2 % l'ammissione dei pazienti nella Stroke Unit (l'unità di cura intensiva cerebrovascolare).
Le attuali tecnologie informatiche più avanzate permettono di raccogliere dati utilizzabili non sono per le analisi statistiche ed epidemiologiche consuete, ma anche per lo studio dei processi di cura. Il registro SUN Lombardia, che nasce dalla collaborazione tra medici, infermieri, ingegneri informatici, è stato progettato per rilevare non solo l'esecuzione o l'omissione di procedure diagnostico-terapeutiche, ma anche la loro tempistica. In particolare, ad esempio, la data e l'ora sono memorizzate per l'esordio dei sintomi, l'arrivo al dipartimento di emergenza, la valutazione neurologica e l'esecuzione delle neuro-immagini, in quanto utili a comprendere se è adeguato o meno il percorso intraospedaliero per il trattamento fibrinolitico eventuale.
Attraverso l'utilizzo di questo software sarà possibile analizzare le diverse modalità di erogazione della cura, misurare le differenze tra le varie modalità e correlarle ai risultati in termini di salute del paziente e di costi della patologia.
Tutto questo per rendere più omogenee le cure fra le Stroke Unit della Regione e suggerire alle organizzazioni sanitarie i percorsi clinici più efficienti a livello ospedaliero, territoriale e domiciliare.
L'applicazione di questo modello operativo è di significativa importanza, basti pensare che a livello mondiale l'ictus rappresenta la seconda causa di morte e la prima causa di disabilità nel soggetto adulto-anziano.  In particolare, si registrano 16 milioni di nuovi episodi, di cui 5,7 milioni muoiono ogni anno, con un costo di circa lo 0,27% del PIL e del 3% della spesa sanitaria nei paesi occidentali.

Responsabile del progetto sullo Stroke è Giuseppe Micieli, Direttore Dipartimento Neurologia di Urgenza IRCCS Istituto Neurologico C. Mondino, di Pavia. Nel progetto sono coinvolte le Asl/AO provincia  Milano 2, Asl/IRCCS provincia Pavia, Asl/AO provincia Monza e Brianza.