Gli italiani acquistano farmaci etici senza ricetta per oltre 3 miliardi di euro

Roma, 16 febbraio 2010 - Vale oltre 3 miliardi di euro l'anno il mercato dei farmaci etici acquistati senza ricetta in Italia, pari a un terzo del giro d'affari complessivo stimato di 10,5 miliardi di euro in tutta Europa. E' quanto mette in evidenza la ricerca "Cracking Counterfeit", commissionata da Pfizer e condotta su 14.000 europei, tra uomini e donne, distribuiti in 14 Paesi.

Questi dati contribuiscono a meglio definire i contorni di un mercato illegale, fino ad oggi difficile da quantificare. Soltanto qualche settimana fa, Gunter Verheugen, Vice-Presidente della Commissione Europea, ha annunciato che sono stati confiscati 34 milioni di pillole contraffatte alle frontiere in appena due mesi. Il numero di medicinali contraffatti requisito è in continuo aumento: da 560.598 articoli nel 2005 è passato a 4.081.056 nel 2007 (un incremento settuplicato in due anni). Gli europei comprano illegalmente soprattutto farmaci per la perdita di peso, terapie anti-influenzali, pillole per la disfunzione erettile, medicine per smettere di fumare, antidolorifici.

In particolare, per quanto riguarda il nostro Paese, gli italiani - secondi per acquisto di farmaci su prescrizione senza ricetta dopo i tedeschi (rispettivamente 37% e 38%) - sembrano affidarsi soprattutto a Internet. Il 27 per cento degli italiani intervistati ritiene il web uno strumento più pratico per l'acquisto delle medicine, per il 21% invece Internet permette di risparmiare denaro. Oltre un terzo degli italiani intervistati acquista abitualmente medicinali con obbligo di prescrizione al di fuori dei canali ufficiali: tra questi, un italiano su sei ha ammesso di acquistare farmaci senza ricetta online, mentre uno su cinque ignora di mettere a rischio la propria salute acquistando medicine senza prescrizione medica.

Eppure, i farmaci contraffatti possono causare seri danni ai pazienti, fino al decesso. Questi prodotti, infatti, possono contenere sostanze dannose, tra le quali veleno per topi, acido borico e tintura a base di piombo. Spesso la produzione è gestita da personale non qualificato, mentre i medicinali possono contenere il principio attivo in misura eccessiva, troppo esigua, o non contenerlo affatto. L'11,8% degli intervistati non si preoccupa invece dell'autenticità dei farmaci online, anche se si stima che tra il 50 e il 90% siano falsi."C'è bisogno di maggiore consapevolezza e sensibilizzazione pubblica", afferma David Gillen, Direttore Medico di Pfizer. "Chi acquista farmaci attraverso fonti non lecite, ignora i reali pericoli insiti nei medicinali contraffatti, contribuendo inconsapevolmente a un mercato criminale". Questo fenomeno sembra destinato a crescere, dato che il 30% degli italiani si rivolge abitualmente a Internet per avere informazioni e consigli sulla salute.


*La ricerca è stata condotta da Nunwood per conto di Pfizer Inc in Svezia, Norvegia, Finlandia, Regno Unito, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Austria, Belgio, Danimarca, Italia