Promosso a pieni voti l'assistente alla Salute

Presentati oggi, agli operatori del Progetto, in un convegno a Lecce, i risultati del programma Disease and Care Management, nell'ambito del Progetto Leonardo, una partnership tra Regione Puglia e Pfizer Italia. A due anni dall'introduzione dell'innovativo modello gestionale territoriale, adottato per la prima volta nella Asl di Lecce, si evidenziano positivi cambiamenti nello stile di vita e un miglioramento della salute in generale

Lecce, 21 giugno 2008 - Si chiama "Care Manager" e oramai i cittadini leccesi hanno imparato a conoscerlo bene. E' un infermiere particolare, adeguatamente formato, che aiuta i pazienti a seguire il percorso di cura indicato dal medico e condiviso con il paziente e il care manager. Lo sostiene nell'adeguare gli stili di vita e lo educa a prendersi cura di sè. Misura i miglioramenti ottenuti e valuta i suoi fabbisogni assistenziali, seguendolo in prima persona, in ambulatorio, a casa e via telefono.

E' la nuova figura introdotta con il Programma di Disease and Care Management, che punta all'individuazione e all'assistenza continuativa di pazienti affetti da patologie cardiovascolari, nato nell'ambito del Progetto Leonardo e frutto di una partnership tra l'Agenzia Regionale Sanitaria (AReS), la Asl di Lecce e l'azienda farmaceutica Pfizer Italia. Questa collaborazione, ha permesso la sperimentazione di un modello assistenziale innovativo, adottato per la prima volta nella Asl di Lecce, che prevede un diverso coinvolgimento dei medici di medicina generale, degli specialisti, del personale infermieristico e dello stesso paziente.

Sperimentato per 18 mesi presso la Asl di Lecce, che comprende una popolazione di circa 800 mila abitanti, ha visto la partecipazione attiva di ben 30 Care Manager, 3 coordinatori di progetto, 82 medici di medicina generale per 20 Medicine di gruppo e 1.160 pazienti. Oggi, a fine programma, i risultati raccolti sono sorprendenti, sia nel livello di soddisfazione degli attori coinvolti (medico di medicina generale, paziente e Care Manager stesso), che nel miglioramento di salute generale riscontrato. Si osserva, ad esempio, una maggiore aderenza ai controlli della pressione arteriosa e/o della malattia diabetica.

"Questa sperimentazione apre importanti prospettive per la nostra regione. Offre una risposta concreta alla richiesta di presa in carico dei problemi di salute dei pazienti cronici, in un contesto assistenziale in cui gli operatori e gli stessi cittadini cooperano per definire strategie di cura e responsabilità reciproche", afferma Ambrogio Aquilino, Direttore Medico AReS Puglia. "Non è esagerato affermare che questo modello, attuato in tutta la regione, potrà fare assumere alla Puglia un ruolo di leader, nell'assistenza di base, a livello nazionale. I presupposti per questa estensione ci sono tutti e c'è da essere fiduciosi nel futuro".

La soddisfazione per il nuovo modello organizzativo è plebiscitaria. Il 98 % dei pazienti dichiara di essere stato contento del programma; il medico di medicina generale ne raccomanderebbe l'adozione nel 95 % dei casi e il 100 % dei Care Manager afferma invece di aver riscontrato cambiamenti nello stile di vita (fumo, attività fisica, dieta, aderenza alla terapia) e miglioramenti nello stato di salute generale. Nell'ambito delle

Medicine di Gruppo, i medici ritengono che l'aderenza dei pazienti ai piani di trattamento è migliorata nell'oltre il 90 % dei casi. Tale livello di coinvolgimento si traduce in risultati positivi nei cambiamenti degli stili di vita. Al follow-up, il 76 % dei pazienti dichiara di aver migliorato le sue abilità funzionali (capacità di muoversi, energia, ecc...), l'81 % afferma che il suo stato di salute generale è migliorato e per il 71 % il rapporto con il medico è migliore che in passato.

"I medici di famiglia hanno sperimentato ed imparato a utilizzare un modello assistenziale attivo, avvalendosi della preziosa collaborazione dei Care Manager, coinvolgendo il paziente nella gestione della propria malattia cronica", afferma Ernesto Mola, responsabile del Progetto Leonardo D&CM per la ASL di Lecce "Oltre ai buoni risultati statistici c'è anche il grande valore di una esperienza umana coinvolgente".

L'analisi dei risultati consente di evidenziare i vantaggi che questo nuovo modello sanitario può garantire al sistema. Primo fra tutti al paziente che, attraverso il coaching continuo del Care Manager, è per la prima volta protagonista del processo di cura e del raggiungimento degli obiettivi di salute.

"I dati oggi presentati mettono in evidenza che un nuovo modello assistenziale più efficiente è possibile, che la collaborazione pubblico-privata è una realtà che può funzionare anche nel nostro Paese", ha dichiarato Giorgio Ghignoni, Direttore Esecutivo Public Affairs & Policy di Pfizer Italia. "Questi dati ci dicono che responsabilizzando il paziente e migliorando la compliance alla terapia, nell'ambito di un circolo virtuoso organizzato, si possono produrre risultati di salute per i cittadini nel rispetto della sostenibilita' di sistema".

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