La ricerca Pfizer e le nuove frontiere dell'oncologia

La prima azienda farmaceutica mondiale sempre più impegnata nella lotta contro il cancro - Al lavoro su anticorpi monoclonali, anti-angiogenesi e vaccini terapeutici Exemestane, a breve la richiesta per l'indicazione come terapia adiuvante



Stoccolma, 6 dicembre 2004 - Nelle donne in post-menopausa operate di tumore alla mammella positivo ai recettori per gli estrogeni, la terapia sequenziale con exemestane* dopo due-tre anni di tamoxifene fino al completamento di cinque anni è preferibile, in termini di sopravvivenza libera dalla malattia, al trattamento per cinque anni con il solo tamoxifene, che rappresentava finora il gold standard della cura. La notizia, anticipata dai risultati preliminari dell'Intergroup Exemestane Study (New Engl.J.Med. 2004; 350: 1081-92 e 1140-2), è confermata dai risultati aggiornati dello studio IES, così ora Pfizer può presentare alle Autorità sanitarie in tutto il mondo il dossier per ottenere l'approvazione ufficiale della nuova indicazione come terapia adiuvante. Dopo oltre vent'anni di dominio quasi incontrastato, è la prima volta che il monopolio di tamoxifene viene messo in discussione, e per le donne colpite dal tumore mammario (accade a una su dieci) questo non è davvero poco, specie considerando che exemestane ha già dato ampia prova di sicurezza e tollerabilità nel trattamento delle forme più avanzate.

La notizia della "seconda giovinezza" di exemestane è oggetto della conferenza stampa La ricerca Pfizer e le nuove frontiere dell'oncologia, organizzata da Pfizer Italia nella capitale svedese durante la settimana Nobel. L'area oncologica è stata scelta per la sua affinità scientifica con il premio per la Chimica, che quest'anno ha dato il giusto riconoscimento alle ricerche di Aaron Ciechanover, Avram Hershko e Irwin Rose sull'apoptosi (morte cellulare programmata) mediata dalla coppia ubiquitine/deubiquitine. Secondo l'oncologo statunitense Kenneth Anderson, del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, Massachusetts, "oggi il lavoro sul funzionamento di ubiquitine, deubiquitine e proteasomi rappresenta un punto fermo nella ricerca di farmaci nuovi e più efficaci contro il mieloma multiplo".

Marco Zibellini, Direttore medico di Pfizer Italia, sottolinea il significato di essere il numero uno al mondo nella ricerca farmaceutica applicata, e non solo in area oncologica. "Investiamo ogni giorno più di 27 milioni di dollari nella scoperta e sviluppo di nuovi farmaci, con i nostri 12.500 ricercatori impegnati quotidianamente in più di 300 progetti di ricerca in 18 aree terapeutiche su oltre 160 molecole" precisa Zibellini. "Attualmente stiamo lavorando a nuove indicazioni per celecoxib, exemestane e irinotecan, mentre sono in corso gli studi di fase II-III sull'inibitore dell'angiogenesi SU-11248 e sull'inibitore della topoisomerasi-I edotecarina. Non per caso gli analisti finanziari considerano la nostra pipeline oncologica tra le più promettenti al mondo".

Alfonso Gentile, responsabile dell'area oncologica presso il Centro ricerche di Sandwich, Regno Unito, ricorda le tre direzioni in cui si muove la ricerca del Gruppo nella lotta contro il cancro. "La prima è quella dell'elaborazione di anticorpi monoclonali attivi contro specifiche proteine del tumore associate all'aggressività, in particolare alla tendenza a sviluppare metastasi" spiega il ricercatore. "La seconda, iniziata alcuni decenni fa da Judah Folkman, è quella degli inibitori della neo-angiogenesi, che negli studi di fase II e III con SU-11248 sembrano i più vicini a darci qualche soddisfazione. Terza e ultima, anche perchè i risultati preliminari sono piuttosto contraddittori, è quella dei 'vaccini terapeutici' contro uno specifico antigene tumorale o di farmaci che stimolino la risposta anticorpale".

Enrico Di Salle, capo del team di sviluppo di exemestane e 'padre' della molecola ("Frutto di ricerca tutta italiana" sottolinea con orgoglio), ripercorre brevemente la storia del 'suo' farmaco e, a proposito del prossimo filing (presentazione all'Ente regolatorio di un determinato Paese di nuovi studi clinici allo scopo di ottenere un'estensione delle indicazioni), segnala: "I risultati aggiornati dello studio IES, che si riferiscono a oltre 4.700 donne trattate in 37 paesi, compresa l'Italia, saranno anticipati al più importante congresso statunitense sul tumore mammario, il San Antonio Breast Cancer Symposium, che avrà inizio nella città texana tra due giorni e proseguirà fino all'11 dicembre".

* Aromasin, Pfizer