Nuova Virilità: nasce il Manifesto

Cosa significa virilità oggi? A Boston gli esperti ne rinnovano i codici.



Boston, 8 aprile 2005 -  Dopo il Viagra, come si presenta il maschio di oggi? Per rispondere a questa domanda alcuni tra i maggiori esperti di sessualità, tra i quali Emmanuele A. Jannini, lanciano il progetto per il "manifesto della sessualità di valore", nel quale verranno delineate i codici per una nuova virilità. L'iniziativa  è partita da Boston durante il  30? meeting della  Society for Sex Therapy and Research, contribuendo a fare  il punto sui cambiamenti  della sessualità maschile e dei suoi disagi  nell'epoca del Viagra. Al progetto  partecipano  personalità di  ambiti culturali e scientifici, per un vivace confronto dei vari punti di vista - antropologico, sociologico e medico. Emmanuele Jannini, sessuologo,  Maurizio Costanzo, giornalista, Shere Hite, sessuologa, Ugo Volli, semiologo, Andrèe Ruth Shammah, regista, sono alcuni dei nomi del pool. La conclusione dei lavori di stesura del Manifesto è prevista per il prossimo mese di settembre.

L'idea nasce da un dato sempre più emergente: gli uomini oggi sentono il bisogno di vivere una sessualità di valore, nell'ambito di una più generale ricerca di completezza della propria identità. La sessualità verso cui tendono è concepita come un'esperienza in grado di soddisfare la sfera emotiva e relazionale oltre a quella fisica.

"La Viagra Revolution - in fondo - è stata proprio questa: i maschi sono più teneri, dolci, affettuosi." afferma il Prof. Emmanuele Jannini, professore di Sessuologia Medica, Università dell'Aquila "Il farmaco che li fa certi della loro erezione permette anche comportamenti meno aggressivi. Non c'è più nulla da dimostrare, c'è spazio, nei codici della mascolinità, per dimensioni e atteggiamenti più femminili, più seduttivi. Un maschio che, finalmente, ha smesso di pensare a cosa ha  tra le gambe e guarda invece chi ha di fronte".
Queste considerazioni sono già emerse dai risultati di una recente ricerca Censis sul vissuto dei maschi italiani nella sfera sessuale e sono  in linea con le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che definisce la sessualità come un aspetto centrale della vita umana e riconosce il diritto ad una "soddisfacente e piacevole sessualità".

Anche gli atteggiamenti e le aspettative dei pazienti che si rivolgono ad uno specialista stanno cambiando: "Accanto ai pazienti che soffrono della forma più tradizionale di Disfunzione Erettile, si affiancano sempre più uomini che si trovano ad affrontare un disagio nella sessualità che potremmo definire come una più moderata difficoltà nella prestazione sessuale" afferma il dott. Bruno Giammusso, responsabile Servizio di Andrologia Chirurgica, Clinica Urologica, Università di Catania, "In loro quello che rileviamo è una crescente ricerca di sicurezza delle proprie attività sessuali laddove per diversi motivi, si trovano ad affrontare un periodo in cui la loro sessualità non viene percepita come soddisfacente"

La terapia farmacologica orale, anche per questi pazienti, riveste un ruolo chiave nel contesto di un approccio integrato al disagio.

A tale proposito il prof. Stanley Althof, professore di Psicologia alla Case Western Riserve University di Cleveland in Ohio, suggerisce: "la terapia farmacologia permette al paziente di superare quel sentimento di inadeguatezza che compare quando manca l'erezione, anche occasionalmente,  che può portare anche a stati di vera e propria depressione". 

Il Manifesto sarà presentato  alla stampa nel prossimo autunno.