Il Passaggio da Tamoxifene a Exemestane Aumenta la Sopravvivenza nelle Donne con Carcinoma Mammario di Stadio Iniziale


I ricercatori dello Studio Intragruppo su Exemestane (IES) hanno dimostrato per la prima volta che le donne in post-menopausa con carcinoma mammario di stadio iniziale che sono passate a exemestane dopo aver assunto per 2-3 anni tamoxifene, dopo il trattamento iniziale hanno avuto una riduzione del rischio di esito fatale del 15% rispetto alle pazienti che hanno continuato ad assumere tamoxifene. Exemestane, che è un inibitore dell'aromatasi, ha anche ridotto il rischio di recidiva e di metastasi oltre che di sviluppo di  carcinoma mammario controlaterale. I due farmaci hanno dato luogo a diversi effetti indesiderati.

"Questi risultati mostrano che passare a exemestane dopo aver assunto per due-tre anni tamoxifene, è sicuro e può migliorare le percentuali di guarigione nelle donne in post-menopausa con tumore al seno" ha dichiarato il principale autore Raoul C. Coombes, M.D., PhD, Professore di Oncologia Medica e Direttore del Dipartimento di Oncologia dell'Imperial College di Londra. "Entrambi i farmaci possono rappresentare una parte importante della terapia per queste pazienti".

Tamoxifene viene somministrato per cinque anni a donne colpite da carcinoma mammario per ridurne il rischio di recidiva. Exemestane è un altro farmaco impiegato per ridurre il rischio di recidiva di carcinoma mammario ma ha un diverso meccanismo di azione: blocca la produzione di estrogeni inibendo l'aromatasi, un enzima necessario per la loro produzione.

In questo studio che è cominciato nel 1998, sono stati messi a confronto i risultati di sopravvivenza complessiva, recidiva e metastasi di carcinoma mammario e incidenza di carcinoma mammario controlaterale in due gruppi, uno formato da 2352 donne in post-menopausa con carcinoma mammario di stadio iniziale che sono state randomizzate a exemestane dopo due-tre anni di terapia con tamoxifene, e l'altro gruppo composto da 2372 pazienti che hanno continuato con la terapia con tamoxifene. In entrambi i casi l'obiettivo era l'assunzione di tamoxifene o tamoxifene seguito da exemestane per cinque anni.

Dopo un follow-up mediano di 4,8 anni dalla randomizzazione, per le donne nel gruppo exemestane si è osservata una riduzione del rischio di esito fatale del 15% rispetto al gruppo che ha assunto esclusivamente tamoxifene. Per pazienti nel gruppo exemestane si è altresì osservata una riduzione del 24% del rischio di sviluppare un qualsiasi evento primario (ad esempio recidiva o nuovo carcinoma mammario, o decesso per cause diverse dal carcinoma mammario), una riduzione del 17% del rischio di metastasi e una riduzione del 44% nell'incidenza di carcinoma mammario controlaterale.

Le donne che hanno assunto esclusivamente tamoxifene hanno avuto una maggiore probabilità di sviluppare trombi o problemi ginecologici (quali cancro dell'utero o polipi e sanguinamento vaginale) rispetto al gruppo exemestane, mentre le donne nel gruppo exemestane hanno avuto un'incidenza lievemente superiore di fratture (pertanto si consiglia di effettuare il controllo della densità minerale ossea prima e durante la terapia). Non vi sono state invece differenze significative fra i due gruppi per quanto riguarda l'incidenza di attacco cardiaco, angina o ictus.