Vuoi smettere di fumare? Vai al sud


I medici del Sud Europa fumano di più, più a lungo e sono più numerosi quelli che non hanno mai tentato di smettere. Eppure, sono i più severi, con se stessi ed i loro pazienti, quando si tratta di combattere le cattive abitudini legate alla sigaretta. A rivelarlo, una ricerca presentata oggi nell'ambito del Congresso della European Society of Cardiology.

Barcellona, 4 settembre 2006 - Un medico europeo su tre fuma. E nel bacino del Mediterraneo, rispetto al Nord Europa, fuma di più (13 sigarette conto 11), per più tempo (24 anni contro 18) e si ritrova probabilmente in un nutrito gruppo di soggetti che non ha mai cercato di smettere (38% del campione contro il 23%). Eppure, i medici del Sud Europa sono anche coloro che condannano con maggior enfasi l'abitudine del fumo, quasi tre medici su quattro, avvicinandosi così all'intolleranza dei colleghi americani (78%). E' quanto emerge dalla ricerca STOP (Smoking: The Opinion of Physicians), realizzata da Pfizer su circa 3.000 medici di Europa, Stati Uniti ed Asia e presentata oggi a Barcellona, nell'ambito del Congresso della European Society of Cardiology.

Come i loro colleghi americani e asiatici, i medici europei in generale sono concordi nel definire il fumare come il comportamento in assoluto più dannoso per la salute. Ma sono sempre i medici del Sud a schierarsi con più determinazione per definire il fumo come una condizione medica, cronica, soggetta a ricadute (91% contro il 70% dei medici del Nord Europa), a sostenere che il fumo dovrebbe essere considerato come una condizione medica (86% contro il 56%), a premere perchè il riconoscimento del fumo come condizione medica spingerebbe più persone a smettere (79% contro il 49%).
E seppur meno attivi quando si tratta di passare all'azione rispetto ai loro colleghi americani e asiatici, nel raccomandare al paziente di smettere (lo fa l'86% dei medici europei contro il 99% in America e 96% in Asia), nel chiedere quanto il paziente fuma (si informa il 79% dei medici in Europa contro il 91% in America e l'89% in Asia), o nel raccomandare al paziente di fumare meno (40% in Europa contro 68% in America e in Asia), anche qui i medici del sud si comportano decisamente meglio. L'84% rispetto al 79% dei colleghi del nord discute dei rischi del fumo con i propri assistiti e quasi la metà rispetto ad uno scarso 40% si affianca al paziente per mettere a punto un piano di azione per smettere.

Ma allora, qual è il medico ideale per liberarsi del vizio della sigaretta? Mentre gli americani ritengono che la scelta sia assolutamente indifferente, i medici europei (42%) e quelli asiatici (51%) affermano che il medico più efficace è quello che è caduto nelle braccia della "bionda" ma è anche riuscito a liberarsene. E sono addirittura i medici del Nord Europa ad esserne più convinti, in quasi la metà del campione contro il 33% dei medici del Sud, che tende invece ad essere più salomonico.
La ricetta auspicata è una soluzione integrata di farmaci più efficaci (lo richiede il 74% dei medici europei), di maggior formazione su come comunicare e motivare i pazienti (77%) e di percentuali di successo più pubblicizzate (73%). Nel frattempo, però, non sorprendetevi se, per smettere, vi viene prescritto un rimedio erboristico. In questo, i medici europei sono peculiari rispetto ai colleghi di America ed Asia: uno su quattro ve lo consiglierebbe.