Pfizer: il volto dei pazienti

Azienda e pazienti si incontrano su un obiettivo condiviso: rendere disponibili nuovi farmaci innovativi nel minor tempo possibile. Su questo terreno comune Pfizer disegna una mostra fotografica



Roma 2 Ottobre 2006 - Scoprire, sviluppare e mettere a disposizione dell'umanità farmaci innovativi per migliorare la qualità e la vita delle persone è la filosofia che da oltre 150 anni guida l'attività di Pfizer, azienda leader del mercato farmaceutico a livello mondiale. In linea con questo impegno, Pfizer Italia ha deciso già da tempo di andare "oltre" il farmaco mettendo a disposizione della collettività le conoscenze, la professionalità e l'esperienza delle sue persone per contribuire a definire un approccio integrato alla soluzione dei problemi legati alla salute. Con questo spirito le persone di Pfizer lavorano ogni giorno per orientare idee, azioni ed iniziative verso un obiettivo comune: Costruire Salute.

In linea con la filosofia di "Costruire Salute" la Sede Pfizer di Roma ospiterà in questi giorni una mostra fotografica, organizzata dalla Casa Madre americana, incentrata sul paziente. "The Patient is Waiting", questo il titolo dell'iniziativa che vede raccolte 44 fotografie a colori di colleghi delle Pfizer di tutto il mondo e dei loro familiari, affetti da patologie che necessitano di essere curate.  

"Nel condividere le proprie battaglie personali con la malattia", ha affermato Soren Celinder, Presidente di Pfizer Italia, "questi colleghi hanno dato un volto ai milioni di pazienti che si affidano all'impegno e al lavoro delle persone di Pfizer ricordando quanto sia cruciale il fattore tempo: rendere disponibili nuovi farmaci innovativi nel minor tempo possibile".

L'apertura della mostra, riservata al pubblico interno, ha visto la partecipazione del Presidente dell'azienda, Soren Celinder, alcuni rappresentati di Associazioni pazienti e di alcuni colleghi di Pfizer Italia che hanno raccontato le loro esperienze personali creando quella vicinanza  necessaria a ricordare che il paziente non è un'entità astratta ma, molto più spesso, qualcuno a noi prossimo.