Esperti italiani ed internazionali a confronto rilanciano gli Omega 3 nella prevenzione cardiovascolare


Il primo "International Forum on n-3 PUFA", in corso in questi giorni a Roma, ha fatto il punto sulle più attuali conoscenze ed implicazioni terapeutiche nel campo acidi grassi poliinsaturi omega 3. Fondamentale il contributo della ricerca e della classe medica italiana.

Roma, 20 gennaio 2006 - Si è concluso oggi, a Roma, il primo "International Forum on n-3 PUFA", patrocinato dal Gruppo GISSI (Gruppo Italiano Studio Sopravvivenza Infarto del Miocardio), dal Consorzio Mario Negri Sud e dall'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), con il contributo di Pfizer, Sigma-Tau e SPA-Società Prodotti Antibiotici. Trenta esperti italiani ed internazionali hanno così dialogato con oltre 600 cardiologi sul ruolo dei Pufa n-3 (acidi grassi poliinsaturi omega 3), evidenziandone le potenzialità in ambito cardiovascolare, in base alle attuali conoscenze e alle prospettive future.

Pietra miliare nella storia di questi farmaci sulla prevenzione coronarica è il lavoro svolto dal Gruppo GISSI costituito da ricercatori de Mario Negri e dell'ANMCO. Questo team di lavoro, tutto italiano, è oggi considerato uno dei più qualificati gruppi di ricerca nel mondo in campo cardiovascolare. Frutto del loro operato è lo studio GISSI Prevenzione, i cui risultati, riconosciuti a livello internazionale, hanno dimostrato la possibilità di ridurre del 20% la mortalità nei pazienti con pregresso infarto, trattati con una dose giornaliera di 1g di PUFA n-3, senza differenze di genere o età.

"La significativa e coerente riduzione sia della mortalità totale, sia di quella cardiovascolare, coronarica e improvvisa, afferma il professor Luigi Gavazzi, I.R.C.C.S. - Policlinico San Matteo di Pavia, è sicuramente il risultato più importante del Gissi- Prevenzione e depone globalmente a favore di un effetto antiaritmico della terapia con i PUFA n-3."

Gli esperti concordano nel dire che il punto di partenza per la prevenzione delle malattie cardiovascolari è l'adozione di abitudini alimentari corrette ed è per questo che l'interesse dei ricercatori negli ultimi anni si è focalizzato sugli effetti protettivi dei cibi ricchi di PUFA n-3 sul cuore. In questo senso, gli esperti consigliano di consumare almeno due volte la settimana alcuni tipi di pesce tra cui sgombro, trota, aringa, sardina, tonno e salmone, che contengono in grandi quantità i due acidi omega-3 più importanti, l'eicosapentaenoico o EPA e il docosaesaenoico o DHA.

L 'importanza, quindi, sotto il profilo biologico e fisiologico di un adeguato apporto nell'uomo di acidi grassi omega-3 non ha ormai bisogno di ulteriori conferme.

L'interesse su queste sostanze si è espanso per accertare quale sia il loro possibile ruolo nel prevenire l'aterosclerosi, riducendo così la morbilità/mortalità per patologie cardiovascolari. "L'azione farmacologica dei PUFA n-3 più studiata inizialmente è stata la capacità di ridurre i trigliceridi - ha spiegato il Dottor Roberto Marchioli del Consorzio Mario Negri Sud. Altre ricerche hanno poi evidenziato un vasto ambito di proprietà, tutte potenzialmente utili nella prevenzione cardiovascolare, quali l'effetto antitrombotico, antiaterosclerotico e antinfiammatorio."

Per i PUFA n-3, si aprono ora nuove prospettive, a partire dalle ricerche attualmente in corso in Italia: lo Studio Rischio e Prevenzione sulla riduzione del rischio delle malattie cardiovascolari (al quale partecipano oltre 600 medici di famiglia italiani) e lo Studio GISSI-HF sulla sopravvivenza dei pazienti con insufficienza cardiaca (al quale partecipano oltre 400 cardiologi dell'ANMCO).