SPARCL: abbassare il colesterolo per ridurre il rischio di ictus


L'indagine dimostra che atorvastatina riduce significativamente il rischio di ictus e di eventi coronarici maggiori. Un risultato mai dimostrato prima da una statina in questa popolazione di pazienti.

Barcellona, 5 settembre 2006 - Atorvastatina, farmaco per l'abbassamento della colesterolemia, riduce del 16% il rischio di ictus e del 35% il rischio di eventi coronarici maggiori in pazienti già colpiti da ictus cerebrale o da attacco ischemico transitorio. Questo il risultato dello studio SPARCL (Stroke Prevention by Aggressive Reduction in Cholesterol Levels), pubblicato in agosto sull'autorevole New England Journal of Medicine e presentato oggi al 25? World Congress of Cardiology in corso a Barcellona.

Lo studio SPARCL - già parte dell'Atorvastatin Landmark Program - di Pfizer, che comprende 400 studi in ambito cardiovascolare - è il primo a dimostrare che una statina (in questo caso atorvastatina) riduce significativamente l'incidenza di nuovi ictus e altri eventi coronarici maggiori.

L'obiettivo dello studio era dimostrare la validità di una terapia ipocolesteremizzante in pazienti con ictus. La ricerca, della durata di 5 anni, è stata condotta su 4.731 pazienti già colpiti da ictus con completa guarigione o attacco ischemico transitorio (TIA), senza cardiopatie pregresse e con innalzamento modesto della colesterolemia. In particolare, SPARCL ha evidenziato una riduzione del 16 per cento di ictus fatale e non fatale nei pazienti trattati con atorvastatina alla posologia di 80 mg die. Si è registrata, inoltre, una riduzione del 35 per cento dei casi di eventi coronarici maggiori, come infarto, morte cardiaca o arresto cardiaco resuscitato, rispetto ai pazienti in trattamento con placebo.

Risultati mai dimostrati prima con l'uso di una statina in questa popolazione di pazienti. In termini di sicurezza di impiego, il trattamento aggressivo con atorvastatina è risultato ben tollerato e ha dimostrato un profilo sovrapponibile al placebo. L'incidenza degli effetti collaterali, inoltre, è stata bassa e coerente con quanto riportato sulla scheda del prodotto.

L'ictus cerebrale, rappresenta la terza causa di mortalità in Italia. Nella maggioranza dei casi, inoltre, dà luogo a gravi infermità con bisogno di assistenza, da parte sia della famiglia che delle strutture di riabilitazione, con risvolti socio-economici di notevole entità.

La sua incidenza aumenta con l'età e soprattutto dopo i 50 anni, con oltre 130.000 nuovi casi all'anno in Italia (numero destinato a salire a oltre 170.000 nel 2008). La sua prevalenza è di circa 800.000 casi nella popolazione italiana e sarà di circa 1.000.000 di casi nel 2008.