L'ipertensione spaventa di più del colesterolo


Queste le primissime anticipazioni dalla "Prima Ricerca Eurisko - Pfizer Cardio 360? ", che ha coinvolto 20.000 adulti per fotografare la popolazione italiana a rischio cardiovascolare e valutare la conoscenza del rischio e dei comportamenti di prevenzione e cura.

Roma, venerdì 17 marzo 2006 - Il campione della Ricerca, i cui risultati complessivi saranno presentati nel prossimo mese di maggio, ha fotografato un universo nel quale i pazienti ipertesi rappresentano il 17% (pari circa a 8.000.000 di persone) contro un 13% di pazienti ipercolesterolemici (pari a circa 6.100.000 persone). Tra questi, le principali differenze si osservano nella consapevolezza dei rischi derivanti dalla patologia e, di conseguenza, nei comportamenti rispetto a due fattori fondamentali per la cura del paziente a rischio cardiovascolare: l'osservanza alla prescrizione medica e i controlli.

Mentre, infatti, la quasi totalità dei pazienti ipertesi prende regolarmente i farmaci prescritti dal medico (97%), in quelli sofferenti di ipercolesterolemia la percentuale scende di ben 10 punti.

La stessa differenza si osserva anche nei comportamenti relativi al controllo dei valori, elemento fondamentale per la prevenzione e la cura del paziente: mentre l'86% degli ipertesi effettua regolarmente le misurazioni, solo il 77% degli ipercolesterolemici si controlla regolarmente.

"E' interessante osservare" commenta Isa Cecchini, direttore Dipartimento Ricerche sulla Salute Eurisko, "come i pazienti che soffrono di ipertensione aderiscono alla terapia e ai controlli forse perchè più consapevoli del rischio, mentre i pazienti che hanno alti livelli di  colesterolo sono meno attenti e seguono meno la terapia indicata dal  medico. In tutti i casi, è quanto meno insolito il fatto che, malgrado le malattie cardiovascolari siano probabilmente l'argomento più trattato dall'informazione in generale, stenti ancora a passare il concetto di prevenzione."

Questi dati diventano ancora più importanti alla luce di quanto verrà dibattuto oggi nell'ambito del "Forum Cardio 360? ": i cardiologi italiani si riuniranno, infatti, per ribadire l'importanza e l'efficacia di un approccio globale ai fattori di rischio cardiovascolare.

"Ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, obesità, ipetrigliceridemia non possono essere trattati come fattori a sè stanti - ha ricordato Massimo Volpe, Direttore della Cattedra di Cardiologia II facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli studi di Roma "La Sapienza" e Presidente della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare - ma devono essere inquadrati in un approccio medico integrato, con terapie personalizzate che tengano conto della realtà clinica specifica di ogni paziente. In particolare, alcuni fattori di rischio cardiovascolare, come l'ipertensione e l'ipercolesterolemia, andrebbero trattati sinergicamente e aggressivamente. Proprio per l'ipercolesterolemia - ha specificato Volpe - gli interventi che riducono efficacemente i livelli di colesterolo, come le statine a dosaggi adeguati, permettono di ottenere vantaggi clinici non raggiunti prima con altre terapie, in particolare la riduzione degli eventi coronarici e, primo tra tutti, l'infarto del miocardio. L'invito ai cittadini a rischio, quindi, è quello di attenersi scrupolosamente alle indicazioni del proprio medico, che sa certamente suggerire l'approccio terapeutico migliore a garanzia della salute di ogni singolo paziente".

Il Forum di Roma si inserisce nel programma "Cardio 360? " che Pfizer Italia sta portando avanti per promuovere il dibattito sul miglior approccio alla prevenzione a alla cura delle malattie cardiovascolari.



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