E' morto il "Bell'Antonio": il maschio italiano non si vergogna più


Siena, 5 ottobre  2005 -  Com'è cambiata la sessualità dopo l'avvento di Viagra? Come affronta oggi il maschio italiano le problematiche legate alla sessualità? Quali ostacoli e quali opportunità per conquistare una sessualità di valore?

Per rispondere a questi e altri interrogativi cinque intellettuali si sono confrontati e hanno elaborato la Carta della Sessualità, presentata oggi a Siena.

Alla stesura della Carta hanno preso parte, oltre ad Emmanuele A. Jannini, Professore di Sessuologia Medica, Università de L'Aquila e Chairman del gruppo, Maurizio Costanzo, giornalista, Shere Hite, Professoressa di Sessuologia ? Maimoinides University, Alberto Salza, antropologo e Ugo Volli, semiologo, entrambi dell'Università di Torino.

La Carta della Sessualità si compone di cinque articoli che, partendo dal Diritto alla Salute Sessuale, riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nell'ambito del Dipartimento dei Diritti di Genere e Riproduzione, affermano che:
  • La salute sessuale conosce la piena espressione quando uomo e donna sono vicendevole oggetto di desiderio e soggetto di piacere (Articolo 2) 
  • Nessun fattore sociale, psicologico, fisico deve costituire vincolo al pieno raggiungimento della salute sessuale individuale e di coppia (Articolo 3)
  • Quando è vissuta consapevolmente e senza alcuna forma di disagio, la vita sessuale contribuisce alla piena attuazione della persona. Per questo, la vita sessuale deve essere legittima aspirazione di ogni essere umano (Articolo 4)
  • Qualsiasi ostacolo al piacere sessuale, e quindi alla piena attuazione della persona, deve essere affrontato con la piena consapevolezza delle soluzioni oggi esistenti per il recupero di una sessualità di valore (Articolo 5)
Il progetto nasce dalle riflessioni congiunte del gruppo a partire dall'ultima indagine Censis "Identità maschile e prestazione sessuale: paure, percezioni e vissuto", presentata lo scorso febbraio.

Quale fotografia di uomo emergeva? Dalle interviste, effettuate a uomini tra i 30 e i 70 anni, single e sposati, sani e in cura per problemi di disfunzione erettile, veniva messa in risalto l'immagine di un maschio un po' "seduttore" e un po' "compagno", quest'ultimo più disposto a fondare la propria identità su nuovi valori. In linea con questo lento e progressivo cambiamento di mentalità, gli uomini si dicevano più disposti a parlare della propria sessualità e dei problemi ad essa legati. Tra questi la disfunzione erettile, che non è più vissuta come una negazione delle radici dell'essere maschile, ma come un disagio che si può affrontare.

Questa fotografia viene oggi confermata e arricchita dal lavoro di analisi svolto dal gruppo che ha steso la "Carta della Sessualità".

"Riscontro sempre più spesso negli uomini che si rivolgono a me l'aspirazione a vivere una sessualità di valore, cioè ricca perchè fondata sulla reciprocità di piacere e desiderio." commenta  Emmanuele A. Jannini. "L'attuazione di questo desiderio è resa a volte più ardua da una condizione di disagio sessuale. Sono uomini che non si sentono malati, anche perchè effettivamente non lo sono" prosegue Jannini, "ma  allo stesso tempo, non possono contare sempre sulla propria erezione. Possono definirsi degli 'intermittenti sessuali'".

Non è solo la prospettiva medica ad essere oggetto dell'analisi del gruppo. La Carta vuole suggerire il modo di affrontare i temi importanti della sessualità maschile e delineare l'orizzonte del cambiamento che deve aprirsi per conquistare una sessualità di valore.
"Si dovrebbe elaborare nel futuro un concetto di Viagra Culture" dice Alberto Salza, antropologo. "Esistono centinaia di definizioni di cultura. La più semplice è il modo in cui un individuo risolve i suoi problemi e comprende un set di valori più o meno condivisibili. In questo senso utilizzare un farmaco che consente di affrontare la sofferenza data da una condizione di disagio sessuale può produrre cultura, a patto che il percorso sia condiviso in primis con la propria partner e accettato dalla società."

Il ruolo della donna diventa dunque fondamentale nell'elaborazione di questa cultura: "Le donne possono insegnare molto all'uomo sull'orgasmo femminile e questo potrà permettere la creazione di un  nuovo linguaggio in grado di creare una nuova relazione tra uomo e donna." afferma Shere Hite. "In questi anni alcuni media hanno rappresentato Viagra soprattutto come il farmaco per il vero macho, perchè garantisce l'erezione. Implicando che questo avrebbe dato l'orgasmo alla donna, anche se gli uomini sono arrivati oggi alla consapevolezza che questa cosa non è automaticamente vera. Il valore del percorso terapeutico, in realtà, può essere molto più profondo e può cambiare la visione che l'uomo ha di se stesso, di ciò che può conquistare, sia emotivamente che sessualmente. L'orizzonte che si apre prevede uomini più sicuri della propria erezione, e quindi più rilassati e liberi di esprimersi compiutamente all'interno del rapporto amoroso."

Ma chi sono gli uomini che rimangono fuori da questo cambiamento culturale? Sono uomini che soffrono il peso di un modello maschile condizionante.
"Esiste un modello dominante a cui l'uomo deve aderire e che non gli permette di ammettere situazioni di crisi o difficoltà." analizza Ugo Volli.
"L'uomo di questo modello non deve lamentarsi , non deve farsi vincere dal dolore o dalle contrarietà. Il silenzio fa parte dei suoi obblighi, se qualcosa non funziona il "modello" spinge l'uomo a negare il disagio, a ignorarlo, a subirlo in silenzio."

Sono uomini che appartengono a tutte le fasce di età, ma hanno un punto in comune: per condizionamenti culturali, per vergogna, non ne parlano con il medico e cercano soluzioni alternative ad un uso consapevole del farmaco.

"La mancata verbalizzazione della condizione di disagio sessuale ha ritardato spesso la prima visita dall'andrologo o dal sessuologo" spiega  Emmanuele A. Jannini "Ma ricordiamoci che viviamo in quella che definirei l'epoca di Viagra. In questo senso la presenza del primo farmaco per la Disfunzione Erettile ha avuto una funzione di spartiacque.
Se prima i miei pazienti non trovavano riferimenti culturali per dire il proprio malessere, oggi grazie anche allo spazio che media dedicano all'argomento, possono trovare "le parole per dirlo". E il medico diventa allora la persona che meglio può seguirli nel percorso verso una soluzione."

Ed è proprio sulle parole che si è concentrato Maurizio Costanzo, che ha voluto contribuire elaborando il "Dizionario Minimo della Seduzione". Confermando che una sessualità vissuta appieno non può prescindere dalla riscoperta dei codici della seduzione.

"Il concetto di Salute Sessuale dell'OMS è stato uno dei punti ispiratori del progetto" commenta Fanny La Monica, Responsabile della Comunicazione di Pfizer Italia. "Viagra è stato per noi il punto di partenza per osservare il mondo della sessualità da un punto di vista privilegiato. E' da questa opportunità che è nata la volontà di sostenere un'analisi più ampia, che possa rappresentare uno strumento per la conquista di una sessualità di valore."


Per ulteriori informazioni:

MS&L  Italia                                                             
Elisabetta Marano- Elisabetta Moroni  
Tel. 02 - 77336.1 

Pfizer - Dipartimento Comunicazione 
Silvia Ficorilli - Francesca Sarandrea 
Tel. 06 - 33182456