Sessualità e chat: quando l'amore si fa dalla tastiera del pc


Nel 2006 è in chat che nascono, vengono vissute e si concludono relazioni intime, spesso sessuali, tra persone di tutti i tipi. Un mondo, quello di Internet e in particolare delle chat, che l'indagine "Antropologia della sessualità in rete" - realizzata da Eikon e promossa dall'Osservatorio della Sessualità di Pfizer Italia* - ha studiato per identificare e analizzare le interazioni che nascono on line.

Identità multiple e relazioni intime negli incontri in chat
Le chat sono stanze virtuali in cui si incontrano due o più utenti. Il linguaggio che utilizzano è intimo e immediato, vicino alla conversazione tra amanti e/o potenziali amanti: in chat si crea infatti una relazione intima tra sconosciuti o meglio tra nickname (pseudonimo). Grazie agli pseudonimi il chatter è di volta in volta uomo, donna, giovane o maturo, e quindi non è possibile tracciarne con precisione un profilo. Nickname però non equivale a menzogna se è vero, come dicono i dati recenti di una ricerca americana, che il 45% dei chatter utilizza nickname che rimandano alla propria identità.
Le conversazioni erotiche che avvengono in chat hanno spesso differenti intenzioni/obiettivi. C'è chi vuole fare incontri sessuali solo virtuali e limitati allo spazio della chat e chi, invece, ha la prospettiva di portare la relazione che nasce on line al di fuori della rete, nella vita off line.

La parola strumento di contatto e trasgressione
Nelle chat il sesso è il motivo che spinge ad incontrarsi ed è attraverso le parole che il rapporto sessuale si compie. La parola scritta è protagonista, è il mezzo attraverso cui la chat stessa esiste. Da questo punto di vista si potrebbero avvicinare le conversazioni in chat agli scambi epistolari, in comune hanno il carattere intimo e spesso erotico. La differenza fondamentale è che la discussione in chat avviene tra persone che non si conoscono e non si sono mai viste e, soprattutto, producono la discussione contemporaneamente, simulando la conversazione. La chat diventa così un racconto scritto a quattro mani.

Il lessico delle chat è alimentato dall'immaginazione degli utenti ed è dominato dalla narrazione del corpo, che viene descritto, inventato, trasformato in ciascun dialogo.
I termini che si riferiscono alla fisicità propria e del proprio partner sono il 23,63% del totale, nel 17,54% dei casi sono parole che mimano l'atto sessuale. Queste percentuali sottolineano il legame tra parola e azione: in chat dire è agire. E le parole che esprimono il contatto, come occhi e mano, sono le più ricorrenti nell'area semantica della fisicità. Meno frequente il lessico che esprime caratteristiche di personalità (5,09%) e sentimenti/emozioni (8,48%).
Ma la chat è anche il luogo in cui dare forma alle proprie fantasie, usando le parole per esprimerle. In chat è tutto immaginario e le fantasie diventano pubbliche, non sono vincolate al rispetto di ciò che è lecito o normale e diventano quindi il mezzo per raggiungere l'unione con l'altro.

Dice un chatter: "Spesso esco con ragazze con la scusa della amicizia ma in realtà voglio solo scoparle e invece capita ke mi affeziono e ci divento amico e sono dolcissimo e generoso. Mentre in chat è diverso, le perversioni prendono il sopravvento, mi scappa di dire alla ragazza con cui chatto ke vorrei legarla e sborrarla in faccia fino a ricoprirla col mio sperma e dopo ke mi stacco da questo mondo virtuale ritorno in me. Nelle fantasie noi uomini siamo dei pervertiti assurdi, facciamo veramente schifo, ma i nostri sentimenti, nella realtà, sono tutt'altro. Sono rari gli uomini ke fanno davvero quello ke la loro perversione li spinge a fare".

In chat sembra prevalere una sessusalità trasgressiva: le parole "bocca/lingua" e "culo/sedere" hanno più occorrenze di quelle che si riferiscono ai genitali. E le parole dell'oralità (leccare, succhiare, pompini, ingoiare, orale) hanno una frequenza più significativa delle parole della penetrazione (scopare, sbattere, infilare/sfilare, penetrare, rombare).


LA METODOLOGIA DI RICERCA - LE CHAT

La sessualità sul web si esprime in modi molto diversi in relazione ai contenuti, alle modalità e agli obiettivi di fruizione degli utenti. L'indagine "Antropologia della sessualità in rete" - realizzata da Eikon e promossa dall'Osservatorio della Sessualità di Pfizer Italia* - è stata condotta per capire meglio la sessualità sul web, uno spazio che offre molti indicatori sulle rappresentazioni della sessualità e consente di monitorare le trasformazioni degli stili di vita e sessuali. A differenza di altre modalità tradizionali di indagine, lo studio della sessualità sul web consente di cogliere percezioni, vissuti, fantasie e comportamenti nel modo in cui emergono spontaneamente nella comunicazione sociale.
Nello specifico, per analizzare i contenuti delle chat è stata utilizzata l'osservazione partecipante. Nel corso di due mesi infatti cinque ricercatori (tre donne e due uomini) hanno costruito reazioni intime e sessuali in chat, utilizzando 24 pseudonimi diversi (nickname) e incrociando nelle loro conversazioni 84 pseudonimi femminili e 75 pseudonimi maschili. I ricercatori quindi sono entrati nella comunità delle chat per osservarne le dinamiche e le interazioni da vicino, facendone parte in prima persona.

I ricercatori avevano alcune linee guida e regole precise da seguire:
  1. dovevano il più possibile tendere a costruire relazioni a forte contenuto sessuale
  2. dovevano scrivere il diario di ogni relazione con le loro emozioni, ambivalenze, paure, desideri
  3. potevano scegliere liberamente il proprio nickname e il profilo di personalità e corporeo che preferivano
  4. avevano il divieto di incontrare dal vivo i partner frequentati in rete e anche di telefonarsi, inviare foto o scambiarsi numeri e indirizzi
Infine sono state realizzate:
  • interviste in profondità on line ai chatter;
  • focus group on line con i frequentatori di chat per verificare le ipotesi emerse attraverso l'analisi del testo;
  • focus group off line su persone che non usano il web come canale di espressione della propria sessualità e gruppi misti di con frequentatori dei chat per verificare i livelli di omogeneità e/o disomogeneità tra la comunicazione sociale sul sesso nel web e fuori dal web.



*L'Osservatorio sulla Sessualità di Pfizer Italia nasce nel 2005 con un obiettivo ambizioso: un vero e proprio punto di osservazione che ci consenta di analizzare, riflettere, discutere con quanti vogliono scoprire come cambia il modo di vivere la sessualità, in un contesto che ha visto cadere i vecchi codici e che sta forse assistendo alla nascita di nuovi.
Il primo progetto dell'Osservatorio sulla Sessualità è stato il Consexus una riflessione sulla sessualità che, partendo dal vissuto maschile, si fa strada attraverso paure, miti, aspettative e stereotipi, fino a sancire quelli che oggi sono i punti imprescindibili - la Carta della Sessualità di valore - di un benessere sessuale, che crediamo essere prima di tutto un diritto.
A questo progetto abbiamo chiamato a lavorare chi da anni si occupa di sessualità, per l'esperienza e la conoscenza acquisite, accanto a chi ha analizzato la sessualità attraverso le parole, gli atteggiamenti e i cambiamenti sociali degli ultimi anni.