Come smettere di fumare?
Testo realizzato con la collaborazione del dr. Giovanni Invernizzi, medico di medicina generale, Gruppo di studio per la prevenzione dei danni da fumo, SIMG - Società Italiana di Medicina GeneraleSmettere di fumare può essere difficile, tuttavia milioni di persone ci sono riuscite. Spesso occorrono più tentativi prima di riuscirvi definitivamente, ma molti fumatori riescono al primo, se sono molto motivati.
Chi decide di smettere di fumare si trova ad affrontare un vero e proprio cambiamento nelle proprie abitudini. Infatti, fumare è un comportamento costituito da un insieme di atti concatenati, spesso inconsapevoli ed automatici.
Innanzitutto, bisogna sapere che il fumo è una dipendenza ingenerata dalla nicotina, una sostanza psicoattiva, con un enorme potenziale di assuefazione. La nicotina pur non essendo particolarmente tossica alle dosi liberate con la sigaretta, è la vera responsabile di tutti i danni da fumo. Induce nel fumatore un miglioramento dei processi cognitivi, dell'attenzione e delle performance psicomotorie, è dotata di effetto ansiolitico, migliora l'umore, ha proprietà euforizzanti e trasmette piacere. Sono questi ultimi effetti quelli che portano il fumatore a ripetere l'atto del fumare, alla ricerca del piacere.
A tutto ciò si aggiunga che la sindrome di astinenza (ansia, difficoltà di concentrazione, irritabilità, insonnia), che il fumatore può avere quando smette di fumare, è anche parte di questo comportamento, che spinge il fumatore a continuare, per non provare questi fastidi.
Tuttavia la dipendenza da tabacco è un fenomeno complesso in quanto accanto alla dipendenza farmacologica da nicotina, riconosce anche il peso della dipendenza psicologica e comportamentale.
Quindi, il fenomeno della dipendenza dalla sigaretta si esprime sia come bisogno della quantità quotidiana di nicotina sia come valore simbolico attribuito alla sigaretta: "rimedio per l'ansia", "fonte di piacere", "facilitatore di contatti sociali", e via dicendo.
Ecco le ragioni del "circolo vizioso" che portano il fumatore ad aver bisogno della sigaretta. Come interromperlo?
Il sostegno psicologicoNumerosi studi hanno dimostrato che maggiore è il supporto di cui dispone un fumatore motivato a smettere, più è alta la probabilità di smettere in modo definitivo.
Il supporto psicologico è fondamentale: il sostegno che si ottiene attraverso la terapia cognitivo-comportamentale e il counselling professionale facilita il confronto sulla propria esperienza, aiuta ad acquisire sicurezza ed a rafforzare le motivazioni che sono alla base del desiderio di smettere. Inoltre, nelle terapie di gruppo, alle strategie cognitive e comportamentali si aggiunge la condivisione dei problemi e delle motivazioni con altri fumatori.
Il sostegno psicologico deve essere fornito da figure professionali specializzate, tra i quali il medico di famiglia rappresenta un punto di riferimento fondamentale, che oltre a fornire opportuni consigli possono comunque indirizzare il fumatore ai Centri Antifumo, ossia i Servizi per la Cessazione dal Fumo di Tabacco, ambulatori specializzati presenti sul territorio nazionale e reperibili consultando i siti internet
www.iosmettocosì.it,
www.ossfad.iss.it oppure contattando il Telefono Verde contro il Fumo 800554088, creato dall'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell'Istituto Superiore di Sanità.
La terapia farmacologiaIl sostegno psicologico si integra con la terapia farmacologia, che si può attuare con i sostituti della nicotina, oppure con i farmaci bupropione e vareniclina.
Sostituti della nicotina (NRT)Gli studi clinici hanno dimostrato che i prodotti di sostituzione a base di nicotina possono aiutare i fumatori ad astenersi e/o a ridurre il numero di sigarette alleviando i sintomi di astinenza. Il razionale della NRT è nella capacità che basse dosi di nicotina a dosaggio costante riducano significativamente l'intensità della sindrome di astinenza, presente nel fumatore nelle prime settimane di cessazione. La forma di NRT più utilizzata, preferita anche dal fumatore, è il cerotto. Si sono dimostrati efficaci anche le gomme da masticare alla nicotina e gli inalatori. Gli studi hanno dimostrato l'efficacia della NRT, che associata al supporto psicologico porta a raddoppiare le percentuali di successo.
BupropioneUn altro principio attivo che viene utilizzato nell' intervento farmacologico è il bupropione, farmaco originariamente e ampiamente impiegato come antidepressivo, che attenua il desiderio di fumare e la sindrome da astinenza nei soggetti che smettono. A differenza della nicotina, che è un prodotto da banco, il bupropione necessita di prescrizione medica, in quanto controindicato in presenza di alcune patologie concomitanti. La maggior percentuale di successo (40%) nella "disassuefazione dal fumo" (smoking cessation) è stata riportata all'interno di programmi di supporto psicologico integrati con NRT e bupropione, nel corso di studi clinici controllati, una situazione "ideale", tuttavia lontana dalla pratica quotidiana.
VareniclinaVareniclina (vedi scheda dettagliata) è il farmaco antifumo di ultima generazione; disponibile dal mese di maggio su ricetta medica, e' il primo farmaco non nicotinico appositamente sviluppato per la disassuefazione dal fumo. Inaugura una nuova classe di medicinali definiti "agonisti parziali del recettore nicotinico dell'acetilcolina", che agisce a livello cerebrale sullo stesso recettore su cui agisce la nicotina (il recettore alpha4 beta2) riducendo la sintomatologia da astinenza e bloccando contemporaneamente gli effetti farmacologici della nicotina stessa.