Smettere di fumare: i metodi "alternativi"


Testo realizzato con la collaborazione del dr. Giovanni Invernizzi, medico di medicina generale, Gruppo di studio per la prevenzione dei danni da fumo, SIMG - Società Italiana di Medicina Generale

Prima di affrontare come i fumatori e perchè molti fumatori utilizzano terapie "alternative" per smettere di fumare, è necessario chiarire il significato di queste metodiche.

Per medicina alternativa o non-convenzionale o complementare, si intende l'insieme dei trattamenti basati sui prodotti a base di erbe, su interventi mente/corpo, apparati biomedici elettrofisici, terapie energetiche e manipolative, non riconosciuti nell'ambito delle terapie convenzionali. Che cosa distingue fondamentalmente le terapie convenzionali da quelle non-convenzionali? Semplicemente la dimostrazione basata sull'evidenza scientifica della loro efficacia. Nulla vieta ad un'erba come quella di San Giovanni o all'estratto di olio di pesce di far parte delle medicine convenzionali: infatti più di uno studio clinico controllato con placebo ha dimostrato che l'estratto di questo rimedio naturale, che contiene il principio attivo Hypericum perforatum, è un antidepressivo efficace, mentre gli acidi grassi omega-3 presenti nell'olio di pesce sono entrati nella pratica medica convenzionale, dopo che numerosi studi clinici controllati ne hanno dimostrato l'efficace nella prevenzione dell'infarto del miocardio.

Insomma la differenza sta nell'applicazione del metodo scientifico, che negli ultimi secoli ha promosso decine di farmaci naturali al ruolo di terapie efficaci, dalla digitale (antiaritmico tuttora farmaco salvavita) all'atropina (capostipite degli anti-colinergici estratto dalla belladonna, ampiamente usato in anestesiologia), dalla penicillina a numerosi altri antibiotici prodotti dalle muffe, per non parlare degli oppiacei, indispensabili per la terapia del dolore.

Dunque terapia alternativa significa semplicemente "medicina non basata sull'evidenza scientifica", o per molte terapie "medicina non ancora basata sull'evidenza scientifica". Quest'ultima definizione rende ragione del fatto che molte persone si rivolgono alle medicine non convenzionali che hanno tuttavia una loro "validazione", per quanto impropria: quella del passaparola, della sensazione che la terapia o il metodo abbia funzionato su quell'individuo per un certo tipo di sintomo. In tale situazione, non scientificamente controllata, si possono verificare tre fenomeni: 1) quello dell'effetto placebo, una risorsa intrinseca dell'organismo umano, che permette un miglioramento generico dei sintomi (soprattutto psicosomatici) e permette di risolvere alcune situazioni di malattia e disagio; 2) quello della proliferazione dei malintenzionati, che approfittano della fragilità delle persone ammalate a puro scopo di lucro; 3) quello di una percezione corretta, da parte di semplici cittadini che nel ruolo di sperimentatori individuano farmaci o metodi di cura di cui l'efficacia non è stata ancora sottoposta a validazione scientifica, anticipando sul tempo, e con notevole perspicacia, l'azione degli scienziati. Il campo è vastissimo, dato che oltre il 70% delle persone adulte ha utilizzato almeno una volta nella vita terapie alternative, come risulta da recenti statistiche (Barnes, P. M., et al. Complementary and alternative medicine use among adults: United States, 2002. Advance Data, 2004;343,1-19).

Fatto questa precisazione doverosa, esaminiamo l'uso delle terapie non convenzionali utilizzate per smettere di fumare. Anche in questo caso la percentuale di fumatori che ha utilizzato terapie alternative è elevata (27%), e ancora più alta quella dei fumatori che affermano di voler intraprendere terapie alternative almeno in associazione a quelle convenzionali (67%), secondo i risultati di una recente ricerca (Sood A, et al. Complementary treatments for tobacco cessation. A survey. Nicotine & Tobacco Research 2006; 8:767-771).

I metodi alternativi utilizzati in passato per smetter di fumare sono davvero una miriade: agopuntura, ipnosi, prodotti naturali come l'avena, la lobelina, la menta, gli estratti di pepe nero le e preparazioni a base di tè; rimedi fisici come l'automassaggio, la stimolazione magnetica transcranica, l'elettrostimolazione cranica, l'auricoloterapia, la laserterapia auricolare, e perfino l'alcalinizzazione delle urine e la suggestione con messaggi registrati sotto anestesia.

Nessuno di questi metodi si è per ora dimostrato valido alla prova del metodo scientifico. Tuttavia l'ipnosi è ancora molto utilizzata (13%), seguita dalle tecniche di rilassamento (10%), dall'agopuntura e dalla meditazione (6%), mentre vitamina C, vitamina E e tè verde raccolgono ciascuno il 3% delle preferenze.

Chi sono i fumatori che scelgono le cure alternative per smettere? Soprattutto le donne, coloro che hanno già provato a smettere con i metodi convenzionali senza successo, e i fumatori con maggiore livello di istruzione. I motivi che portano alla scelta di terapie non convenzionali sono legati al timore di effetti collaterali da parte delle terapie convenzionali, al costo considerato elevato, e l'efficacia non assluta. Lo scenario è dunque molto variegato, ma l'interesse per le terapie non convenzionali da parte dei fumatori è una realtà che merita attenzione e da cui la comunità scientifica può trarre spunti e suggerimenti interessanti.

Un'ultima osservazione: è strano come l'unico prodotto naturale dimostratosi efficace in numerosissimi trial clinici per smettere di fumare non sia considerato tra le medicine naturali: si tratta della nicotina, presente naturalmente nella foglia di tabacco. Inalata con la boccata di fumo di sigaretta, crea dipendenza a causa del passaggio acuto dai polmoni nel sangue e quindi al cervello di alte dosi, ma somministrata in quantità e modi diversi (chewing gum, cerotto, compresse, inhaler) riduce la sindrome di astinenza che causa ricadute nelle prime settimane di cessazione e raddoppia le possibilità di successo rispetto al placebo. Un altro esempio di medicina naturale...convenzionale.


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