Se provassimo a chiedere a un addetto ai lavori quale importanza attribuisce all'informazione medico-scientifica, probabilmente ci parlerebbe della sua funzione di cardine tra il sistema dell'offerta e quello della domanda, del contributo prezioso per l'aggiornamento degli operatori, del suo valore come finestra sull'innovazione e punto di contatto tra chi produce un bene comune, come il farmaco, e chi esercita quotidianamente la professione. Se invece provassimo a chiedere a un cittadino medio un'opinione sul medesimo argomento ne ricaveremmo, probabilmente, una risposta assai più schiacciata su quanto la cronaca, troppo spesso, gli mette sotto il naso. Apprendere dai media di casi di comparaggio e di prescrizioni di farmaci costosi poi gettati nella spazzatura finisce per gettare un'ombra quasi definitiva tanto sulla funzione che su chi la esercita. Gli episodi non sono più visti come tali, ma diventano piuttosto "eventi sentinella" di un sistema che non esercita controlli e non può contare su attori responsabili. Tutto ciò comporta ricadute negative anche per quel processo con il quale si sta tentando di rafforzare e di ricostruire il rapporto tra servizi sanitari e cittadini. Quel processo si è snocciolato, a fatica e procedendo spesso a corrente alternata, intorno a una serie di concetti chiave: attenzione per la qualità, efficienza ed efficacia, orientamento al cittadino, lotta agli sprechi, appropriatezza. Ma ogni qualvolta un attore del sistema mostra di non credere fino in fondo alla possibilità di costruire un nuovo patto - e agli elementi che ne dov rebbero costituire il fondamento - tutto sembra rimesso in discussione. Come uscire da questa impasse? Nessuno, ovviamente, è in possesso di bacchette magiche, ma alcune considerazioni ci sembrano quasi obbligate. La prima: sulla base dell'esperienza possiamo affermare che i codici etici si sono rivelati piuttosto inefficaci e la loro proliferazione non ha portato miglioramenti significativi. La seconda: in qualche misura le difficoltà e la crisi dell'informazione medico-scientifica sono la conseguenza di una inadeguata assunzione di responsabilità da parte della comunità scientifica e professionale, per esempio sul terreno della appropriatezza prescrittiva e della elaborazione di linee guida validate e riconosciute. La terza: alle aziende spetta il perseguimento, con determinazione e costanza assolute, di tutte le strategie e azioni concrete che possano scongiurare il ripetersi di fenomeni di malcostume, pena la perdita definitiva di immagine per se stesse e, quel che è peggio, per ciò che esse producono che rappresenta, al contrario, un bene prezioso da tutelare e promuovere. La quarta: una volta di più si rende evidente come e quanto sia indispensabile che i cittadini siano in grado di esercitare, anche attraverso le loro organizzazioni, un'azione di verifica e di controllo efficace, basata sull'individuazione di una serie di indicatori di trasparenza. Attività, al momento, assai più semplici da prospettare per il futuro che da realizzare nell'immediato, ma che rappresentano una strada obbligata per tentare di recuperare efficienza e credibilità al sistema, provando a uscire dalla autoreferenzialità e facendo di questo tratto un elemento qualificante per la buona riuscita dell'impresa.