Informazione Medico Scientifica: bisogni e aspettative in una Sanità che cambia (1/2)
...il medico che ha l'esigenza professionale imprescindibile e sempre crescente di essere costantemente informato...
di Claudio Cricelli Prima dell'introduzione dell' Educazione continua in medicina (Ecm), avvenuta di fatto nel 2002, l'informazione medico scientifica era affidata solo all' informatore del farmaco. Oggi la situazione è migliorata: il medico può integrare le sue conoscenze dirette sia con quelle che gli derivano dall'informatore che con quelle acquisite tramite i corsi Ecm. Tuttavia, affinchè tale interazione avvenga in maniera corretta ed equilibrata, è indispensabile disporre di norme che garantiscano obiettività e veridicità delle informazioni fornite. Ciò è possibile solo attraverso una revisione radicale della legge 541 del '92 che regola l'informazione scientifica sui farmaci. Tenendo ben presenti due aspetti prioritari: da un lato è necessario elaborare norme realistiche, di rigore, che impediscano, ad esempio, lo svolgimento di eventi formativi in luoghi esotici e che in generale risolvano dal legame tra medico e industria ogni rapporto che non sia di tipo informativo. In secondo luogo, così come deve essere chiaro a tutti che la parte informativa recante i messaggi dell'industria è per sua stessa natura 'di parte' (anche se i contenuti rispondono a criteri oggettivi), deve essere altrettanto chiaro che la parte formativa (l'Ecm) deve essere non solo oggettiva ma anche priva di conflitto d'interessi e non di parte. Se la prossima normativa e lo scenario che si creerà configureranno il raggiungimento di questi obiettivi, il medico - che ha l'esigenza professionale imprescindibile e sempre crescente di essere costantemente (in)formato - avrà anche maggiori garanzie che le informazioni apprese (inerenti l'effetto dei farmaci) siano non viziate da secondi fini. Siamo consapevoli delle difficoltà che caratterizzano questo percorso, da non affrontare con scorciatoie facili o atteggiamenti "forti" di tipo censorio; ma, nonostante tutto, crediamo si tratti di un processo ormai obbligato e inevitabile, al fine di assicurare il corretto funzionamento del sistema della medicina e della sanità. A patto - sottolineo - che si dia un chiaro riconoscimento all'informazione proveniente dall'industria, senza demonizzarla. Anzi, al contrario, è necessario chiedere alle industrie (lo hanno fatto, recentemente, solo due grandi aziende multinazionali che operano in Italia) di esibire al medico una sorta di codice etico, in cui vengono dichiarati i comportamenti a cui l'azienda intende attenersi. Sull'altro versante, quello della formazione continua, chiediamo, quale società scientifica dei medici di famiglia italiani, che quest'ultima sia il più possibile indipendente. Senza concedersi eccessive illusioni e inutili moralismi, riteniamo che oggi ci siano tutte le premesse e i presupposti indispensabili affinchè sia possibile ottenere la reale indipendenza dell'informazione medico- scientifica. Se questa condizione si realizzerà, siamo convinti che il beneficio conseguito apporterà un contributo rilevante all'affermarsi di una moderna cultura della salute e della sanità nel nostro Paese.