Incontinenza (1/2)
La Finco (Federazione italiana incontinenti), nata il 27 aprile 1999 con sede a Bari, è una Organizzazione non lucrativa di unità sociale (Onlus), che opera su base volontaristica. Si prefigge l'aggregazione e il reinserimento sociale degli oltre 3 milioni d'incontinenti italiani. Obiettivi della Finco sono pertanto di tutelare e far rispettare i diritti dell'incontinente affinchè possa condurre una vita normale, mai più discriminata o penalizzante.
On. Marida Bolognesi (DS)La domanda di Francesco Diomede - Presidente FINCO:
"L'incontinenza urinaria, fecale e stomale coinvolge in Italia più di 3 milioni di persone. Nonostante gli impegni formalmente assunti negli anni scorsi dai rappresentanti dei diversi schieramenti politici nei confronti di AIMAR, AISTOM e FINCO, i pazienti e i loro familiari attendono ancora una legge a loro tutela. Quale può essere l'impegno del Parlamento - e Suo in particolare - affinchè la legge venga approvata in questa legislatura superando, tra l'altro, le difficoltà di finanziamento che affliggono la sanità italiana?"
Approvare una legge che al più presto - non oltre la fine di questa legislatura - risponda ai bisogni delle persone incontinenti e stomizzate e soprattutto che questa legge sia concretamente applicabile, non soltanto un inutile "volantino" di propaganda elettorale: è questo l'impegno che personalmente mi sento di prendere insieme con la parte politica alla quale appartengo. D'altronde quella della definizione di una legge sembra ormai l'unica strada percorribile dopo che negli anni passati sono rimasti lettera morta i vari ordini del giorno, mozioni, risoluzioni e quant'altro il Parlamento ha indirizzato al Governo affinchè affrontasse risolutamente la questione e ne tenesse adeguato conto nella determinazione dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, piuttosto che nel Prontuario farmaceutico. Una legge, peraltro, si rende necessaria anche per dare al Governo una fonte normativa che gli permetta di fornire alle Regioni gli indirizzi indispensabili per evitare quelle disparità di trattamento degli assistiti alle quali assistiamo oggi, con Regioni (come la Toscana) che si sono poste il problema e lo hanno affrontato e altre Regioni che invece lo ignorano del tutto. I punti essenziali sono, pertanto, quello del riconoscimento di patologia sociale e quello della determinazione dei Lea: sono gli unici strumenti che, a mio parere, possono rispondere ai bisogni delle persone incontinenti e stomizzate. Non credo che al Parlamento e al Governo restino altre strade percorribili, in considerazione anche dei diversi rapporti istituzionali disegnati dalla riforma del Titolo V della Costituzione. L'impegno, dunque, è di scrivere una legge che sia chiara e applicabile nonchè di accelerarne l'iter, se necessario anche semplificandola quanto più possibile. In questo senso mi sembra che alla Commissione Affari sociali della Camera, dove stiamo affrontando la questione, ci sia stata finora la disponibilità sia della maggioranza sia dell'opposizione e certamente questo fa ben sperare per un rapido iter del provvedimento. Si tratta però di capire se stiamo scrivendo un testo di legge troppo dettagliato perchè oggi, a differenza del passato, ciò non si può più fare proprio alla luce della riforma costituzionale e - giustamente - il Parlamento nazionale e il Governo non possono più oltrepassare determinati limiti e imporre alle Regioni quel che nel dettaglio devono o non devono fare. Nel merito, dunque, non mi sembra ci siano problemi "politici" insormontabili nella definizione della legge e confido che anche gli aspetti d'ordine "istituzionale" siano superabili senza troppe difficoltà. Rimangono gli aspetti di carattere finanziario: anche su questi spero e credo che sia possibile trovare un meccanismo che permetta di reperire le risorse economiche indispensabili per non vanificare la legge. I segnali che giungono sull'andamento dell'economia e della finanza nazionali, per la verità, sono tutt'altro che confortanti e ne abbiamo la misura nella manovra finanziaria per il 2004 presentata dal Governo, che ci appare francamente inadeguata. Su questo l'opposizione non può purt roppo incidere più di tanto. Di certo però non mancherà il nostro impegno affinchè si faccia tutto il possibile in modo che anche alle persone incontinenti e stomizzate siano date finalmente le risposte che aspettano da troppo tempo.