BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva) (1/2)

L'Associazione Italiana Pazienti BPCO, nata nel 2001, con sede a Roma presso il complesso ospedaliero S. Filippo Neri, si è proposta come "voce" dei malati cronici respiratori e delle loro famiglie. Obiettivi e scopi principali dell'Associazione sono quelli di: migliorare la conoscenza, il sostegno e il trattamento per le persone con BPCO; far rispettare i diritti dei malati cronici respiratori.


di Augusto Battaglia

La domanda di Mariadelaide Franchi,
Presidente Associazione Italiana Pazienti BPCO:


"La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia respiratoria che in Italia colpisce il 4,5% della popolazione adulta e causa 50 morti al giorno. Nonostante ciò non riceve la necessaria attenzione da parte delle Istituzioni. Quale può essere l'impegno del Parlamento e Suo in particolare affinchè la Bpco sia riconosciuta tra le malattie croniche e invalidanti e vengano attuati programmi di intervento per contrastarne la prevalenza e l'evoluzione?"

"Non sempre la cronicità trova risposte adeguate e puntuali in una sanità che appare più attenta alla cura delle malattie nella loro fase acuta. Eppure circa il 30 per cento degli italiani è affetto da malattie croniche più o meno gravi, a volte invalidanti, che comunque comportano un ricorso costante e prolungato a cure mediche, ricoveri, prestazioni specialistiche e diagnostiche, nonchè al consumo di farmaci. È proprio la necessità di ricorrere continuativamente a prestazioni sanitarie a rendere i malati cronici i più esposti ai ritardi, alle disfunzioni e ai tagli alla sanità. Ce lo ha confermato recentemente il Terzo Rapporto delle politiche della cronicità di Cittadinanza Attiva. I cittadini affetti da malattie croniche incontrano crescenti difficoltà nella fruizione dei servizi, sono i più danneggiati dalle lunghe liste di attesa, subiscono più di altri le cosiddette "dimissioni forzate" e si trovano spesso soli nella ricerca di un ricovero riabilitativo o delle cure necessarie sul territorio, cure che, oltretutto, vengono sempre più razionate. Ma pesa, soprattutto, la crescente difficoltà a ottenere gratuitamente i farmaci. Tra ticket, delisting regionali, riduzione delle prescrizioni per ricetta e farmaci in fascia C, una parte consistente della spesa per le medicine si sta trasferendo sui bilanci familiari. Quello dei malati allergici, che devono pagare gli antistaminici, è forse il caso più eclatante, ma non vi è patologia cronica che trovi nel prontuario una copertura completa. La Bpco somma ai tanti problemi il fatto di essere una patologia poco "visibile", non sempre tempestivamente riconosciuta e curata. Secondo l'Oms si colloca ormai nelle posizioni di vertice fra le cause di morte. In Italia è al quarto posto per i ricoveri, richiede 20 milioni di visite ambulatoriali e provoca 25.000 morti l'anno. Determina altresì costi sociali elevati per l'individuo, per la famiglia, per lo stesso sistema economico, se è vero che a causa sua si perdono annualmente circa 10 milioni di giornate lavorative. I ritardi nella prevenzione e nella cura della Bpco sono evidenti. Non si fa sufficiente informazione, in primo luogo per dissuadere i fumatori. So n o carenti sul territorio servizi in grado di farsi carico di questa patologia dalla prevenzione alla completa gestione diagnostica-terapeutica-riabiltativa . Occorrerebbe, innanzitutto, una maggiore consapevolezza e un'adeguata formazione del personale sanitario: solo il 25% dei pazienti è diagnosticato e curato. Alla luce di tutto ciò non risulta comprensibile che la Bpco non sia nell'elenco delle malattie croniche e invalidanti, il che determina per i malati l'esclusione da agevolazioni ed esenzioni riconosciute per altre patologie di minor impatto sociale. È quindi prioritario colmare la lacuna e riserva re maggiore attenzione alla malattia, tanto nella pianificazione nazionale e regionale che, soprattutto, nell'attivazione di specifici servizi e prestazioni nelle strutture territoriali. Il Parlamento dispone di diversi strumenti per sollecitare una maggiore attenzione al p roblema. L'impegno che posso assumere, non solo a titolo personale ma a nome dei Democratici di Sinistra, è di presentare una risoluzione in Commissione Affari Sociali che impegni il Governo a riconoscere la Bpco malattia cronica e invalidante ai sensi del DM 329 del 1999. Mi sembra il percorso più rapido ed efficace per tentare di ottenere un risultato e sono convinto che alla proposta non mancheranno le adesioni di tutti gli schieramenti."




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