Il Sottosegretario spiega il valore di un corretto regime alimentare in una prospettiva globale di prevenzione.
Si è molto parlato - lo ha fatto più volte anche il ministro Sirchia - dell'importanza di una corretta alimentazione quale fattore di pre venzione per molte patologie. Perchè è così importante? L'importanza di una corretta alimentazione è diventato ormai un fatto quasi intuitivo, almeno per chi ha un minimo di "confidenza" con i temi della salute. Il fatto è che negli ultimi decenni, quelli dopo la Seconda Guerra Mondiale, si è assistito a un aumento rilevante di molte patologie, in particolare quelle cardiache e vascolari, del diabete, dell'ipertensione, dell'obesità, dei tumori. La cause di un simile fenomeno sono ovviamente molteplici, ma sicuramente tra i fattori più determinanti vi sono stati il progressivo abbandono delle abitudini alimentari di tipo mediterraneo e l'avvento di un consumo eccessivo di alimenti a elevato contenuto calorico e poveri di fibre; contemporaneamente è aumentata la sedentarietà a scapito dell'attività fisica. È chiaro - un'infinità di studi lo ha ormai dimostrato - che c' è un nesso diretto tra determinate abitudini alimentari e la maggiore o minore incidenza di certe patologie. Si possono agevolmente intuire quindi le ragioni per le quali, agendo sulle abitudini alimentari e più in generale sugli stili di vita, è possibile prevenire le conseguenze di una scorretta alimentazione, conseguenze che sono sicuramente dannose per la salute, ma anche economicamente molto costose per il sistema sanitario - già sofferente per le risorse limitate - che si troverà a dover "riparare", quando possibile, danni che si sarebbero potuti evitare. Ecco perchè è decisivo che i cittadini sappiano che, con una corretta alimentazione, possono prevenire molti problemi sia per ciascuno di loro sia per la collettività. Naturalmente ciò non vuol dire che non andremo più incontro a malattie o che non avremo più bisogno di medici e medicine, ma magari potremo ritardare quel momento e arrivarci in condizioni generali migliori. Che cosa intende fare il Ministero della Salute a questo proposito? Sono già in fase avanzata di studio numerose iniziative per promuovere una maggiore sensibilità rispetto ai temi della corretta alimentazione. Si tratta, in particolare, di campagne informative che, almeno in un primo momento, privilegeranno le scuole e perciò i giovani tra i 10 e i 15 anni, in modo da avviare precocemente un'opera di prevenzione per gli adulti di domani. Certo, in questo caso i frutti si vedranno solo a medio-lungo termine; ma è un "investimento" importantissimo per le generazioni future. Ciò non significa, tuttavia, che il resto della popolazione sarà trascurata, tant'è che anche in questo caso stiamo studiando campagne informative ad hoc. Oltre alla consapevolezza della popolazione rispetto all'importanza di un'alimentazione corretta, è essenziale anche quella di poter contare su alimenti la cui "sicurezza" sia ragionevolmente certa. Questa certezza è stata fortemente incrinata, per esempio, durante la vicenda della cosiddetta "mucca pazza", con disastrose conseguenze dal punto di vista economico oltre che sanitario. Come ritiene che si possano evitare altri fenomeni analoghi? Il processo per assicurare la salubrità degli alimenti ha inizio fin dalla produzione e prosegue nelle fasi della trasformazione industriale, della distribuzione e della conservazione, completandosi poi a livello del consumatore nelle fasi della preparazione, cottura e somministrazione dei cibi. È chiaro che l'inadeguatezza di una qualsiasi (o più d'una) di queste fasi comporta una maggiore probabilità di rischio per la salute. Per migliorare la qualità igienica degli alimenti è quindi fondamentale armonizzare l'attività di controllo sull'intera filiera - che deve essere svolta dalle autorità sanitarie - con l'attività di prevenzione derivante dall'autocontrollo, dal produttore al consumatore finale, ivi compresa la ristorazione extra domestica. In questo senso, il problema della sicurezza alimentare si è sempre più coniugato con quello della qualità e, oggi, affermare la cultura della qualità e della sicurezza significa mettere la sanità italiana al passo con l'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica. Fino a poco tempo fa si riteneva che il binomio "sicurezza-qualità" di un alimento dovesse ess e re cercato esclusivamente nella fase produttivo - commerciale, ma poi si è compreso che essa poteva attenuarsi o addirittura venire meno negli ultimi anelli della catena alimentare, cioè in quelli rappresentati dalla ristorazione domestica e collettiva . Anche da qui discende l'importanza di una corretta informazione ed educazione alimentare diretta alla popolazione. L'obiettivo prioritario che intendiamo seguire come Ministero è quindi quello di attiva re strumenti a livello centrale e locale per favorire la partecipazione e la tutela dei diritti del cittadino e l'adeguamento delle strutture e delle prestazioni alle esigenze della popolazione. In ogni caso, il sistema di gestione e di monitoraggio della sicurezza alimentare assicura l'applicazione nel nostro Paese delle norme dell'Unione europea aggiungendo elementi di ulteriore controllo e sicurezza. A livello centrale, il nostro Ministero - attraverso la Direzione generale della sanità pubblica veterinaria, alimenti e nutrizione - svolge funzioni di indirizzo, coordinamento e verifica delle attività che, in questo settore, vengono effettuate a livello territoriale dalle Regioni e dalle Province autonome. Tra l'altro, ormai da anni sono attivi numerosi programmi nazionali di controllo, come per esempio quelli sui residui sugli alimenti di origine animale, sui residui di fitofarmaci nei prodotti vegetali, sulle contaminazioni microbiologiche negli alimenti di origine animale, sulla contaminazione da idrocarburi policiclici aromatici negli olii di sansa di oliva. Già questi esempi, peraltro, ci fanno capire come nell'ambiente vi siano numerosi fattori di rischio e quanto un'attenta gestione dell'ambiente stesso, un'alimentazione sana ed equilibrata e uno stile di vita ispirato al rapporto uomo-natura-ambiente siano la chiave per una strategia vincente di prevenzione nonchè la premessa per assicurare un buono stato di salute e per il conseguente contenimento della spesa sanitaria.