Pfizer è fortemente impegnata nella ricerca di nuove strategie terapeutiche per l'ottimizzazione dell'immunosoppressione a seguito di trapianto d'organo.
Quando una persona è sottoposta a trapianto d'organo da donatore, il sistema immunitario del paziente ricevente riconosce l'organo trapiantato come un "invasore", alla stregua di un virus o di un batterio e lo attacca nel tentativo di eliminarlo (rigetto d'organo). Il rigetto può essere controllato soltanto grazie a farmaci immunosoppressori che limitano la normale reazione del sistema immunitario, consentendo all'organo trapiantato di essere mantenuto nel ricevente per molti anni e di funzionare in modo fisiologico, analogamente a quello originario.
I ricercatori Pfizer continuano a sperimentare nuovi farmaci per migliorare la funzionalità a lungo termine dell'organo trapiantato e la qualità di vita dei pazienti. Un nuovo immunosoppressore Pfizer ha ricevuto l'approvazione negli Stati Uniti e in Europa per la prevenzione del rigetto nei pazienti che hanno subito trapianti renali, mentre ulteriori progetti di ricerca ne stanno indagando l'impiego in altre importanti aree della trapiantologia.
